Ruba a scuola, confinata in bagno

Costretta ad usare i servizi maschili

In quarantena nel bagno dei maschi. Questa la punizione cui sarebbe stata sottoposta dalla sua maestra una alunna di quarta elementare di una scuola del sudovest di Milano, rea di avere rubato dei pennarelli….
In quarantena nel bagno dei maschi. Questa la punizione cui sarebbe stata sottoposta dalla sua maestra una alunna di quarta elementare di una scuola del sudovest di Milano, rea di avere rubato dei pennarelli. Anche se l’istituto nega, la bimba per 40 giorni sarebbe stata costretta a usare solo i servizi maschili, subendo lo scherno dei compagni, finchè, dietro le pressioni dei genitori, il castigo è terminato.

In attesa di certificare la reale dinamica dei fatti, quel che è certo è che la piccola Giulia, questo il nome della sfortunata protagonista della vicenda, è stata riammessa al bagno delle femminucce dopo che i compagni avevano ormai finito per chiamarla “Giulio”, provocandole forti disagi psicologici e spingendola a chiudersi in un cupo mutismo a causa del senso di colpa che iniziava a diventare insopportabile dopo il furto di due pennarelli. Poi Giulia è riuscita a liberarsi parlando con i genitori che si sono immediatamente recati a scuola per denunciare l’assurda punizione.” Starai nel bagno dei maschi fino alla fine dell’anno scolastico così ti controllo dalla cattedra”, le avrebbe intimato la maestra.

“La docente rigetta tutte le accuse fatte e afferma che Giulia usa i bagni femminili. Ci sorprendono gli episodi da voi citati, Non è arrivata menzione di tutto ciò”, recita un comunicato emesso dall’istituto, smentendo che l’episodio sia mai accaduto. Ma sulla presidenza e il corpo docente pesano come un macigno le parole ritrovate della scolara e riportate dai genitori. “La maestra mi costringe a fare pipì nel bagno dei maschi. Dice che sono cattiva”, la sconcertante confessione di Giulia riportata dalla madre a cui la maestra aveva replicato seccamente: “Signora sua figlia è una ladra e poi i bagni dei maschi sono puliti”.

Segue una lotta a colpi di lettere e incontri tra genitori e scuola (“La maestra è molto determinata”, avrebbe spiegato la preside) conclusasi poi in maniera felice. Specie per Giulia che ritrova il sorriso dopo le parole insierme alla possibilità di fare pipì con la compagne. Con buona pace dell’intransigente maestra che sarà “costretta” ad avere a che fare ancora con l’”irrequieta” alunna. “Giulia non vuole cambiare scuola. Finirà le elementari lì. Accettiamo la sua scelta. Ma certe cose non devono più succedere né qui né altrove”, tagliano corto i genitori. Giulia ha scelto. Speriamo bene.

Fonte Tgcom.it

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