La popolazione del Giappone è calata nel primo semestre 2005, con i morti che hanno ecceduto di oltre 31.000 unità i nati. E’ la prima volta nella storia del Sol Levante che la popolazione complessiva diminuisce su un periodo così lungo come il semestre.
Lo ha reso noto oggi il Ministero del lavoro e della sanità, con una punta di allarme per un possibile calo demografico nell’arco dell’intero anno 2005, in anticipo di due anni sul previsto.
“C’é il rischio che il temuto calo della popolazione stia marciando a ritmi superiori ai calcoli finora fatti”, ha detto un portavoce consigliando però cautela. “Nel secondo semestre la natalità potrebbe tornare a superare la mortalita”, ha precisato. Colpito da un fenomeno di invecchiamento della popolazione senza pari al mondo per la rapidità, combinato con un drastico calo del tasso di fertilità delle donne, sceso nel 2004 al record negativo di 1,288, il Giappone si interroga con crecente allarme sul possibile collasso dello stato sociale, in particolare del sistema pensionistico. Secondo la maggior parte dei demografi, la popolazione giapponese sarebbe dovuta continuare a crescere, sia pure in proporzioni quasi irrilevanti, fino al 2006, per un totale di 127,8 milioni di persone, con un’inversione di tendenza, irreversibile in mancanza di un rialzo del tasso di fertilità delle donnne o di forti correnti di immigrazione, peraltro improbabili, a partire dal 2007. I dati del primo semestre 2005 sembrano ora smentire anche queste pur pessimistiche previsioni. Il tasso di fertilità, che calcola il numero medio di bambini generati da una donna nell’arco della sua vita, è in calo in Giappone a causa di vari fattori, tra cui i matrimoni sempre più avanti negli anni e l’aumento del numero di uomini e donne che scelgono di restare single per tutta la vita. Oltre, ovviamente, ai problemi degli alti costi dell’istruzione per i figli, carenza di servizi sociali per le coppie al lavoro, l’insufficiente spazio degli alloggi, la lunghezza degli orari di lavoro, e l’incertezza per il futuro. Il governo ha cercato in questi anni di promuovere politiche per sollecitre la popolazione a fare più figli, ma finora senza apparenti risultati.
Fonte ansa.it