Un film in concorso al Sundance Film Festival che si terrà dal 19 al 29 gennaio. Una pellicola, per la regia di Mark Dornfors-May, girata in Africa con attori e comparse sudafricane. La storia di Gesù modernizzata e ricca di colpi di scena.
La storia di Gesù come una fiaba africana a sua volta trasformata in esperienze cinematografica. È Son of Man la seconda opera di Mark Dornfors-May, regista inglese trapiantato da cinque anni in Sudafrica e salito alla ribalta mondiale per la vittoria dellOrso dOro a Berlino lo scorso anno con U-Carmen ekhayelitsha.
Con questo film Dornfors-May arriva al Sundance Film Festival, ideato e supportato da Robert Redford per dare voce al cinema indipendente di qualità, lattore americano fondò nel 1981 il Sundance Institute allinterno delle cui attività ogni gennaio si svolge il festival cinematografico. Questanno il festival si svolge dal 19 al 29 gennaio a Park City nello Utah.
Anche in questa storia il regista si avvale della collaborazione con la compagnia teatrale sudafricana Dimpho Di Kopane. Il testo adattato ai tempi doggi porta la storia di Gesù in una città violenta e in cui è difficile vivere. Alcuni elementi della sceneggiatura rivelano punti di vista interessanti: Maria concepisce il piccolo Gesù durante lattacco dellesercito locale ad una scuola; Gesù chiederà ai suoi apostoli di deporre le armi mentre langelo Gabriele è un ragazzino precoce contrassegnato solo da semplici e bianche piume. Incuriosisce il momento della crocifissione e della resurrezione in cui si allude al fatto che nellAfrica odierna i dissidenti politici e come tale viene visto in questo film Gesù – siano fatti praticamente sparire nel nulla. La musica è un elemento importante di questa opera, come daltronde nel primo film basato sulla Carmen musicata da Bizet – e laver modernizzato una delle storie più famose del mondo rende Son of man un piccolo capolavoro della settima arte secondo i primi commenti da parte dei critici.
Fonte nigrizia.it




gennaio 21st, 2006
StranoMaVero
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