Strano Ma Vero

27 settembre 2006

Usa, se mangi uno scarafaggio non fai la fila alla giostre

Filed under: Animali,Cronaca,Curiosità,News — StranoMaVero @ 16:10

La singolare iniziativa del Luna Park della catena Six Flags in Missouri: chi avrà il coraggio di ingoiare vivo uno di questi insetti, avrà accesso diretto alla giostra preferita, evitando di aspettare all'ingresso. Insorgono gli animalisti

Gli scivoli nel parco Six Flags in MissouriGli scivoli nel parco Six Flags in Missouri

Washington, 26 settembre 2006 – Sta suscitando le proteste degli animalisti l'insolita promozione del parco giochi Six Flags di St.Louis in Missouri: se mangi uno scarafaggio vivo, non fai la coda. L'iniziativa è stata pensata in vista di Halloween, la notte delle streghe che si celebra il 31 ottobre.

Nonostante l'insurrezione degli animalisti, che la giudicano “inutilmente crudele”, la promozione, che scatterà il prossimo fine settimana, sta contagiando altri parchi della catena: l'idea è permettere a tutti quelli che avranno il coraggio di inghiottire vivo uno scarafaggio di sei o sette centimetri (originario del Madagascar) di godersi l'attrazione di loro scelta senza dovere attendere.

Incuranti dello scandalo degli animalisti e dei timori del dipartimento di igiene pubblica, i responsabili di Six Flags sono ben determinati a offrire la promozione fino al 29 ottobre.

Il 13 ottobre l'iniziativa sarà integrata da una gara altrettanto raccapricciante a chi mangerà più scarafaggi, stavolta cucinati.

E ci sono esperti che esaltano i meriti nutrizionali degli insetti, che sono, del resto, regolari componenti di diete africane o asiatiche. Ma c'è anche chi paventa l'effetto voltastomaco dello scarafaggio ingurgitato subito prima di un bel giro sulle montagne russe.

Fonte redazione.romaone.it

E’ brutta, “fidanzato” la denuncia

Filed under: Cronaca,Curiosità,Internet,News — StranoMaVero @ 12:54

Sassari,si era finta modella in foto

Il sergente Domenico Zumbo pensa di aver coronato il suo sogno: una ragazza così bella, come dimostrano le foto da modella che lei regolarmente invia, non l'aveva mai trovata. Lui è militare a Livorno, lei vive nel Sassarese. La storia a distanza dura finché al primo appuntamento l'uomo scopre che la modella, in realtà in sovrappeso, sfiora al massimo il metro e mezzo. La donna è stata denunciata per truffa.

Bionda, occhi chiari e un corpo statuario. Così si presenta in foto Elisa, 34 anni di Chiaramonti, un centro in provincia di Sassari, al sergente calabrese Domenico Zumbo, 33 anni, originario di Pellaro e di stanza a Livorno. Peccato che la splendida Elisa, come l'aspirante modella si fa chiamare, sia invece Annalisa, un tipo decisamente mediterraneo: qualche chilo in più e alta non proprio come una valchiria.

Un amore costoso

Domenico Zumbo l'ha denuncia per truffa, accusandola di avergli carpito con l'inganno 25mila euro tra soldi, regali e il denaro per raggiungere la Sardegna per incontri (ed ora si capisce il perché) più volte rimandati.

Galeotto fu il telefono

I due si conoscono per caso nel giugno 2001, complice l'assenza di un commilitone di Domenico: non avendolo trovato, Annalisa si trattiene piacevolmente con il sergente calabrese. Nasce così una reciproca simpatia. Come non innamorarsi alla vista di questa bellezza mozzafiato, pensa il militare. L'uomo arriva a progettare un futuro comune con la presunta modella.

Regali costosi e denaro partono periodicamente da Livorno per Sassari, dove la ragazza dice di abitare, in via Angioy al numero 3. Per tre o quattro volte i due si danno anche appuntamenti, incontri che, però, saltano sempre all'ultimo minuto. “Non mi sento ancora pronta”, si giustifica lei. Fino al giorno in cui, nel giugno 2002, il sergente conosce la vera Elisa, cioè Annalisa che vive a Chiaramonti e soprattutto non fa la modella.

“E' stata una cura ormonale”, cerca di giustificarsi la donna dalle fattezze non proprio classiche.

L'uomo la denuncia alla Procura a Sassari per truffa. Il legale di Annalisa sostiene che il giovane volontariamente le inviava i regali e il denaro. La donna, fa sapere il suo avvocato, ha comunque sottoscritto un impegno formale per restituire all'innamorato deluso la somma richiesta. La prossima udienza è fissata per il 12 dicembre.

Fonte tgcom.it

26 settembre 2006

Un bambino di 3 anni compra una macchina su e-Bay

Filed under: Curiosità,Hi-Tech,Internet,Motori,News — StranoMaVero @ 02:10

Questa è fantastica: a Londra un bambino di 3 anni ha acquistato su eBay un'auto da 9.000 sterline.

Jack Neal, classe 2003, ha infatti approfittato dell'assenza della mamma che aveva dimenticato il computer acceso e, probabilmente attratto dal colore rosa della Nissan Figaro, ha cliccato di fianco all'immagine della vettura, piazzando inavvertitamente un'offerta sul sito di aste online.

La madre si è accorta di quanto era accaduto solo quando ha ricevuto un messaggio che si congratulava con lei per essersi aggiudicata l'auto. Il padre del bambino si è visto costretto a contattare il venditore dell'auto e spiegargli l'equivoco.

Il venditore fortunatamente ha visto il lato divertente della storia ed ha cancellato l'ordine.

Fonte autoblog.it

22 settembre 2006

Insegnante usa alfabeto “sessuale”

Filed under: Cronaca,Curiosità,News,Sesso — StranoMaVero @ 20:20

Usa:dopo le proteste, maestra si scusa

Quando hanno visto la dispensa inviata da una scuola elementare dello stato di New York, i genitori degli scolari dell’istituto non credevano ai loro occhi. Le immagini sulla copertina non lasciavano dubbi: uomini e donne impegnati in atti sessuali. Dopo le prime proteste, l’insegnante responsabile dell'imbarazzante episodio si è immediatamente scusata dicendo che si trattava di un errore tipografico involontario.

La bizarra vicenda è accaduta a Pine Tree, nello Stato di New York. La dispensa inviata dalla scuola era riservata ai genitori e non agli studenti dell'istituto elementare, che, comunque, non hanno trovato di loro gusto la copertina. Guardandola pensavano si trattasse di un corso di educazione sessuale, tanto erano esplicite le immagini che la illustravano e non di un corso di ortografia come in realtà hanno scoperto dopo, sfogliando la dispensa.

Immediate le telefonate di protesta. Così il direttore della scuola ha prima individuato l'insegnante responsabile dell'incidente e l'ha poi costretta a scusarsi direttamente con i genitori degli alunni a cui ha inviato la dispensa a “luci rosse”. La professoressa ha quindi svelato che a dare origine dell'imbarazzante vicenda è stato un errore tipografico. L'insegnante si è giustificata dicendo che nel salvataggio del documento per errore il carattere “istituzionale” da lei utilizzato si è trasformato in quello “pornografico”. Chissà se adesso, visti i precedenti, penseranno di affidare davvero all'imbranata insegnante un corso di educazione sessuale.

Fonte tgcom.it

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