Strano Ma Vero

31 gennaio 2007

Russia: Si gioca la moglie a carte e la perde

Filed under: Cronaca,Curiosità,News — StranoMaVero @ 20:30

Lei divorzia e sposa il vincitore

MOSCA — Giocarsi la moglie a carte, e perderla. È accaduto a Murmansk, all'estremo nord della Russia, dove la donna usata come posta dal marito ha finito con lo sposare lo sfidante di turno, uscito vincitore dalla partita. Tatiana, 26 anni, contabile, torna a casa una sera, trova la tavola apparecchiata e le candele accese ma al posto del marito Viktor esce il suo amico Serghei che le rivela: Viktor aveva deciso di giocarsi la moglie per una notte e l’aveva persa. Ma il vincitore, alla fine, ha vinto Tatiana due volte: dopo averle confessato di amarla da anni, lei ha deciso di chiedere il divorzio e di sposare Serghei.

Fonte iltempo.it

29 gennaio 2007

Mette il Viagra nel vino del marito

Filed under: Cronaca,Curiosità,News,Sesso — StranoMaVero @ 01:42

'Un gesto d'amore'

Voleva movimentare un menage un po' spento e, all'insaputa del coniuge, ha sciolto due pasticche di Viagra nel vino. L'uomo non in pericolo di vita

SESSO PERICOLOSO Frosinone, 28 gennaio 2007 – Vivono in un piccolo paese poco distante dal capoluogo ciociaro e per non creare altro clamore preferiscono non fornire le loro generalità ma i coniugi protagonisti, ieri sera, del singolare episodio legato al consumo eccessivo di viagra hanno deciso di raccontare quanto avvenuto.

A parlare è solo il marito, un operaio edile di 55 anni. Lei, la moglie 'attentatrice', di 50 anni, preferisce non ricordare la serata da incubo vissuta. «Comprendo mia moglie ed ho interpretato il suo gesto come un gesto di grande amore. In quest'ultimo periodo sono stato un marito assente, nervoso, per nulla comprensivo e soprattutto un pessimo amante. Lo stress, l'eccessivo lavoro, i tanti problemi quotidiani mi hanno allontanato da lei e da quello che fino a qualche mese fa era un piacevolissimo dovere coniugale. Per questo lei ha voluto giocare l'ultima carta, credeva che io non fossi più un uomo virile, come lo sono sempre stato. Si è vista trascurata e non amata e per questo ha deciso di prendere in prestito quelle stupide pillole e 'svegliare' i miei istinti sopiti in questo modo. Una cattiva forma fisica, associata all'eccessiva dose di viagra, hanno causato questo principio di infarto che, però, fortunatamente è stato presto per tempo. Da oggi poi la mia vita cambierà: meno lavoro, meno stress, meno abusi di sigarette, cibo e alcol e più attenzione verso il mio fisico e soprattutto verso mia moglie».

È ironico l'uomo, che conclude con una battuta scherzosa: «Recuperare la forma fisica è importantissimo e anche il rapporto coniugale. Viste le conseguenze causate dal viagra, se continuerò ad essere una persona disattenta mia moglie sarà costretta a cercare in altri pascoli».

Fonte quotidiano.net

27 gennaio 2007

E’ made in Japan la geisha robot

Filed under: Attualità,Hi-Tech,News — StranoMaVero @ 01:44

L'ultima passione dei manager orientali

I giapponesi adorano i robot. E un'azienda tecnologicamente avanzata, la Ubix, aveva già inventato e messo sul mercato un robot da ufficio con il compito di fare da maggiordomo in azienda. Il suo nome è Ubiko, tratto proprio dal nome della società che l'ha creato. E le sue funzioni sono quelle di accogliere i clienti, dare loro il benvenuto, accompagnarli, spostare i prodotti da una stanza all'altra, da un posto all'altro.

E adesso un'altra azienda, la Unix di Osaka, ha lanciato un nuovo robot, ma di tutt'altro stampo. Quanto è duro e spigoloso, seppur efficiente e servizievole, il maggiordomo da ufficio, tanto è dolce e suadente la camerierina dagli occhi a mandorla chiamata Karakuri. Fatta per la casa (dei top manager naturalmente), la dolce creatura meccanizzata in stile Vintage serve il sakè, la bevanda alcolica tradizionale nipponica ottenuta dalla fermentazione del riso, agli ospiti.

La bambolina dalle movenze dolci e suadenti fatta a mano e completamente ricoperta di legno di ciliegio e porcellana è un modello aggiuranto della “Bambola che serve il tè” ed è disegnata appositamente per potersi muovere con grande morbidezza per la casa. Efficientissima nel servire il sakè, si ferma atuomaticamente appena raggiunge l'ospite a cui la bevanda è destinata.

Karakuri è il perfetto connubio tra l'anima tradizionale nipponica e quella ipertecnologica, il matrimonio tra la mania all'ennesima potenza per la superefficienza moderna e l'amore per tutte le usanze legate al passato e alla cultura del Paese dell'Estremo Oriente. Per realizzarla è necessario presentare l'ordine a Unix 40 giorni prima della consegna: il robot costa 8.700 dollari.

Ubiko invece, il robot che fa da segretaria tuttofare, può essere noleggiato: due ore di servizio costano 700 euro.

Fonte tgfin.it

22 gennaio 2007

In Brasile cresce il business dei capelli rubati

Filed under: Attualità,Cronaca,Curiosità,News — StranoMaVero @ 15:14

Crescono le agressioni per tagliare ciocche da vendere ai parrucchieri

La moda delle “extension” ha sviluppato i furti a colpi di forbice. L'ultimo caso su un autobus a Rio de Janeiro

ROMA – I capelli vanno a ruba. Che siano cinesi, indiani, brasiliani o peruviani, sono la linfa vitale della dilagante moda della “extension”. E se c'è chi li ottiene da un rituale sacro come quello che avviene nel tempio di Tirupati, nello stato indiano dell'Andhra Pradesh, c'è anche chi è disposto a rubarli. È quello che è accade da un po' di tempo in Brasile. L'ultimo caso è stato registrato mercoledì scorso a Rio de Janeiro, dove una ragazza 22enne, Mirna Marchetti, è stata rapinata della sua borsa, del suo cellulare e della sua chioma. L'episodio è avvenuto a bordo di un autobus di linea. Due uomini si sono seduti dietro di lei quando all'improvviso ha sentito che le tiravano i capelli. Inutile l'intervento di un suo amico che non ha potuto evitare che le venissero tagliati. Nera e liscia, la chioma della ragazza arrivava fino alla vita e la polizia sospetta che sia stata venduta a qualche parrucchiere.

BOTTINO – Un bel bottino, se si pensa che i saloni di bellezza di Rio possono guadagnare fino a 250 dollari per una extension di qualità. Un nuovo tipo di crimine dunque, che si spiega in parte con l'enorme guadagno che porta il commercio di capelli in un'epoca in cui l'aspetto estetico è predominante. Anche l'Italia non è immune da questa ossesione, e la tecnica delle extension, che consente di avere una capigliatura lunga e folta senza aspettare i tempi della natura, è sempre più comune.

I PIU' AMBITI SONO QUELLI INDIANI – Nel nostro Paese i capelli che vanno per la maggiore sono quelli indiani. «Sono i migliori, hanno una struttura molto simile a quelli occidentali, sono resistenti e soprattutto mai trattati» spiega Tomas Gold, responsabile della sede italiana della Great Lengths International, azienda specializzata del settore. «Noi ci riforniamo esclusivamente dai templi indiani – aggiunge – offrire i propri capelli agli dèi è una vecchia tradizione indù, è un rito che serve a purificare il destino negativo e a propiziarsi la sorte. Ogni giorno circa 700 barbieri tagliano a migliaia di pellegrini circa una tonnellata di capelli, ma se prima questi venivano buttati o bruciati, ora sono una fonte di sostentamento per il tempio e non solo. I soldi ricavati dalla vendita che avviene esclusivamente tramite delle aste, vengono infatti spesi per pagare gli addetti, ma anche per costruire strade, scuole, ospedali e orfanotrofi».

Fonte corriere.it

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