Strano ma vero..
31 marzo 2008
28 marzo 2008
Diventa milionario, ma si annoia e torna a lavorare da McDonald’s
CERTO, MA CI VA IN ROLLS ROYCE!
Aveva vinto alla lotteria 1,3 milioni di sterline, ma dopo mesi di viaggi e ozio, il 25enne Luke Pittard, ha pensato che gli mancavano i compagni di lavoro e che in fondo non era poi così male friggere patatine e farcire hamburger per 7,5 euro l'ora: “Pensano tutti che io sia pazzo io rispondo loro che nella vita c'è molto di più del denaro”
Vince la lotteria e lavora da McDonald's Londra, 25 marzo 2008 – Gli mancavano tanto i suoi ex colleghi: per questo dopo aver vinto nel 2006 ben 1,3 milioni di sterline (oltre 1,6 milioni di euro) alla lotteria ha deciso di tornare a lavorare da McDonald's a Cardiff, nel Galles. Dopo mesi di viaggi e ozio, ha pensato il 25enne Luke Pittard, molto meglio friggere patatine e farcire hamburger per 7,5 euro l'ora: “Pensano tutti che io sia pazzo – dice al Daily Mirror – io rispondo loro che nella vita c'è molto di più del denaro”.
“Mi piaceva lavorare da McDonald's prima di diventare milionario, e sono contento di esserci tornato. E poi ti puoi rilassare solo fino a un certo punto: sono giovane, e un po' di duro lavoro non ha mai fatto del male a nessuno”. Luke e la moglie 29enne Emma – che all'epoca era la sua compagna oltre che madre di sua figlia Chloe, e suo capo nel locale di Ponteprennau, vicino a Cardiff – vinsero il Jackpot nel luglio 2006.
Con 230mila sterline (meno di 300mila euro) si sono comprati una casetta monofamiliare di quattro locali e con 20mila sterline si sono pagati la cerimonia di nozze in un hotel a cinque stelle con tanto di coro dal vivo, e una luna di miele alle Canarie. Il resto della vincita, un milione di sterline circa, frutta alla famiglia interessi per 50mila sterline l'anno, ossia quattro volte lo stipendio annuale che Luke percepisce al fast food (12mila sterline).
Ma ha prevalso la noia, e Luke ha deciso di tornare a lavorare a tempo pieno. “C'erano così tante facce familiari, che è stato come ritrovare un gruppo di vecchi amici” racconta. La moglie gli fa eco: “Lo capisco, ci siamo divertiti tantissimo a lavorare da McDonald's, e abbiamo ancora tantissimi amici là”. Secondo il Mirror, solo il 27 percento dei vincitori di somme milionarie alla lotteria continua a lavorare, mentre il 97 percento non abbandona il vizio del gioco.
Fonte qn.quotidiano.net
Segnalato da Nicolò Sapellani, Torino
La storia di Thomas, l’uomo “incinto”
E' una storia incredibile che arriva dagli Stati Uniti. Il protagonista è Thomas Beatie dell'Oregon un transessuale, ora al quinto mese di gravidanza, e sarà il primo uomo a partorire, secondo la stampa americana. Thomas, che un tempo era una donna, è apparso sull'ultimo numero della rivista “The Advocate” rivolto soprattutto ai lettori gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Nell'articolo Beatie descrive la sua particolare situazione e una foto lo ritrae col pancione alla sua ventiduesima settimana di gravidanza. Per cambiare sesso anni fa Beatie si sottopose ad un intervento di rimozione del seno e alla terapia ormonale con iniezioni di testosterone. Non ha però voluto far asportare gli organi femminili e qualche mese fa ha voluto sospendere le sue iniezioni bimensili decidendo così di fatto per la maternità.
Fonte repubblica.it
Segnalato da Nicolò Sapellani, Torino
22 marzo 2008
“Stilista quindi gay”, no affitto
Milano, negato contratto a Coveri
Uno stilista milanese si è sentito rifiutare un affitto in base all'equazione di un tale sulla presunta relazione tra moda e omosessualità: “Ci dispiace la casa non gliela possiamo affittare”. L'episodio, riportato dal quotidiano La Repubblica, è capitato Francesco Martini Coveri, figlio d'arte, che dopo un attimo di incredulità “ha proseguito altrove la ricerca di una casa nel Quadrilatero della Moda”.
“Una roba pazzesca – ha subito commentato con la fidanzata Michela – ma siamo nel 2008 o nel Medioevo?”. “Di argomenti ne avrebbe pure avuti Coveri jr. – che ha preso le redini dello zio Enrico (morto nel '90) e guida, insieme con la madre Silvana, la Maison Coveri – visto che, pur essendo stilista, non è omosessuale. Ma per fortuna non è nemmeno omofobo ed essendo allergico ai pregiudizi ha pensato bene di girare i tacchi e andarsene”. La società d'intermediazione immobiliare era una delle piu' note di Milano, specializzata in vendite immobiliari prestigiose.
Fonte tgcom.it