Strano Ma Vero

28 febbraio 2009

Perde il cellulare al mare e glielo trovano: il telefono era nella pancia di un merluzzo

Filed under: Animali,Curiosità,News — StranoMaVero @ 02:24

L'apparecchio Funziona ancora

Giovane inglese a passeggio smarrisce il suo Nokia: il telefono rinvenuto 7 giorni dopo da un pescatore

MILANO – È una storia a lieto fine e che ha dell'incredibile quella raccontata dal Sun. Durante una passeggiata in riva al mare, lunga la costa meridionale dell’Inghilterra, Andrew Cheatle, impegnato a giocare con il suo cane, ha perso il cellulare (un Nokia). Inutili le ricerche, l’uomo è tornato a casa a mani vuote pensando di aver perso per sempre il telefonino in mare. Una settimana dopo, mentre passeggiava con la fidanzata alla ricerca di un nuovo telefonino, il cellulare di lei squilla. Sul display compare proprio il numero di Andrew. A chiamare è un pescatore, Glen Kerley: ha ritrovato il cellulare di Cheatle all’interno della pancia di un merluzzo.

«PENSAVO MI STESSE PRENDENDO IN GIRO» – «Pensavo mi stesse prendendo in giro – ha spiegato il giovane al Sun – ma ho deciso comunque di prendere un appuntamento con lui e quando ci siamo visti ho riconosciuto il mio cellulare». Kerley, del West Sussex, in effetti dopo aver rinvenuto l’apparecchio nel merluzzo lungo oltre un metro, aveva rimosso la sim del cellulare inserendola nel suo telefonino cellulare e solo allora era riuscito a risalire al numero della fidanzata di Cheatle. «I merluzzi sono pesci molto avidi, mangiano qualsiasi cosa. Hanno teste e bocche grandi. In passato nella loro pancia ho ritrovato di tutto: bicchieri di plastica, pietre, cucchiai, pile». La Nokia ora potrebbe utilizzare la storia di Andrew e del suo cellulare per farsi pubblicità: l'apparecchio perso e ritrovato nella pancia del merluzzo, una volta asciugato e rimesso a lucido, è di nuovo perfettamente funzionante.

Fonte corriere.it

27 febbraio 2009

Perde le gambe, ma con una protesi può nuotare come una sirena

Filed under: Curiosità,News — StranoMaVero @ 12:12

E' stata realizzata da una ditta specializzata in effetti speciali per il cinema

Nadya Vessey è potuta tornare in piscina, la sua passione prima di subire le amputazioni

WELLINGTON (Nuova Zelanda) – Nadya Vessey ha sempre voluto nuotare, ma alla donna sono state amputate entrambe le gambe quando era ancora una bambina. Ha chiesto aiuto e ora lo ha trovato – in forma di protesi-coda. Una società che si occupa di effetti speciali per il cinema ha realizzato il suo sogno: in vasca la neozelandese si trasforma in una vera e propria sirena.

LE DUE AMPUTAZIONI – A sette anni Nadya Vessey di Auckland ha subito l'amputazione di una prima gamba a causa di una grave malattia. A 16 ha perso la seconda gamba. Per colpa di un difetto genetico gli arti inferiori non riuscivano a svilupparsi correttamente. E nuotare, sua grande passione, era diventato oramai troppo difficoltoso e faticoso. La società “Weta Workshop” di Wellington, che si occupa di effetti speciali cosmetici e protesici in ambito cinematografico, e che tra l'altro ha realizzato i costumi per il kolossal “Il Signore degli Anelli” e “King Kong”, ha realizzato ora il suo desiderio: scivolare nell''acqua come una sirena.

DUE ANNI DI LAVORO – Vessey, nell’aggrapparsi a questa fantasia decise, due anni fa, di scrivere una lettera alla società, chiedendo se potessero costruire un apposita protesi-coda per lei. La costruzione della protesi-tuta ha richiesto due anni di studi e lavoro, portato a compimento da un team di otto creativi nel poco tempo a loro disposizione tra un progetto e l’altro. La donna si è fatta carico solamente delle spese dei materiali. La protesi-coda è fabbricata prevalentemente con neoprene, ovvero tessuto da muta subacquea e stampi plastici, presenta in superficie un disegno a scaglie dipinto a mano. Lee Williams, creatrice dei costumi, voleva che Vessey “diventasse più bella possibile”. E così è stato. «Non solo la funzionalità ma anche l'aspetto della protesi era importante. Per noi in ogni caso costituiva una sfida – che abbiamo vinto», ha detto al portale stuff.co.nz, Richard Taylor, direttore di Weta Workshop. La donna ha potuto testare in questi giorni la sua “coda” in una piscina di Kilbirnie e poi nelle acque del porto: “E’ stato magnifico. Ora sono come la piccola sirenetta Ariel”, ha detto Nadya Vessey.

Fonte corriere.it

26 febbraio 2009

Ristorante erotico contro la crisi

Filed under: News,Sesso — StranoMaVero @ 20:52

Pisa, clienti serviti da sexy cameriere

Per combattere le crisi e il calo di clienti scendono in campo le sexy cameriere. E' questa la ricetta su cui puntano i titolari di un nuovo ristorante a tema erotico inaugurato a Navacchio, in provincia di Pisa. Durante la cena, che costa 25 euro, ragazze in abiti succinti servono ai tavoli mentre i clienti possono guardare ballerine di lap dance e, dopo aver consumato il pasto, gettarsi nella mischia per conquiste a suon di musica da discoteca.

“Questo genere di locali non conosce recessione – ha detto uno dei titolari – perché essere serviti da splendide conigliette mentre si mangia aiuta a far dimenticare i problemi economici”. Il locale, assicurano i proprietari, non punta su portate scadenti giusto per riempire lo stomaco dei clienti. “Tutto cibo e vino di ottima qualità, è fondamentale conquistare il cliente per la gola”, ha concluso il gestore.

Fonte tgcom.it

23 febbraio 2009

Polonia: mostra di cadaveri in centro commerciale

Filed under: Curiosità,News — StranoMaVero @ 17:54

Sara' aperta domani a Varsavia una mostra di cadaveri in un grande centro commerciale. Lo riferiscono oggi i media locali, i quali precisano che il curatore e' Roy Glover, professore in pensione della Universita' di Michigan negli Stati Uniti. Per preparare i cadaveri Glover avrebbe usato lo stesso metodo del tedesco Gunther von Hagens che consiste nel sostituire l'acqua del corpo con silicone.

corriere.it

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