Strano Ma Vero

31 marzo 2010

Vive in Austria il pronipote di Hitler

Filed under: Cronaca,Curiosità,News — Tag:, , , , , , , — StranoMaVero @ 16:02

Non è facile essere conosciuto come il nipote del Führer, né tanto meno è qualcosa da andarne fiero.

Tra i parenti più stretti di Hitler, Gerhard Koppensteiner, allevatore di 45 anni, dichiara: “Questo legame di sangue ha ossessionato la mia famiglia e tutte le nostre vite“.
Al quotidiano britannico The Sun ha confessato: “E’ un peso terribile. Sono cresciuto sapendo che ero legato a lui. Come si impara a convivere con questo?“.
L’agricoltore austriaco non vuole far sopportare lo stesso peso ai suoi due figli e per questo rivela di non parlare mai in casa di questa faccenda.

Fonte newnotizie.it

Vince 5 milioni alla slot machine, Il casinò: «È rotta, non paghiamo»

Un casinò che non paga le vincite ai giocatori è come un negozio di giocattoli che rimane chiuso alla vigilia della Befana o una gelateria che non serve ai bimbi coni al cioccolato. Insomma, una crudeltà ancor prima di un controsenso.
Eppure c’è un casinò in Italia (per l’esattezza quello di Venezia) che – a fronte di una slot machine che ha annunciato allo smanettatore di turno un jackpot da 5 milioni – se n’è uscito con la scusa più assurda del mondo: «Il bonus da 5 milioni non lo paghiamo perché quella slot è rotta…». È «rotta»? Ma come, fino a quando si trattava di incassare funzionava benissimo, poi quando si è trattato di sganciare, tac: ecco subentrare il «guasto». Anzi, l’«impazzimento», come l’ha definito il presidente del casinò veneziano. (continua…)

Bat box contro zanzare

Filed under: Animali,Cronaca,Curiosità,News — Tag:, , , , , — StranoMaVero @ 09:30

Contro la zanzara tigre scendono in campo i pipistrelli: il comune di Modena installerà nella città 20 bat box, un modo anche per preservare la biodiversità del territorio.

Sarà che l’estetica non è il loro forte, o sarà forse che le leggende li associano ai vampiri, fatto sta che il pipistrello non gode di gran fama. Eppure, in estate può rivelarsi un prezioso alleato. Questo mammifero volante, infatti, in una notte può divorare dai 1.500 ai 2mila insetti. E di notte regna sovrana la fastidiosa zanzara. Nell’ambito delle campagne di prevenzione contro la zanzara tigre, il Comune di Modena ha disposto l’acquisto di 20 bat box, venti nidi artificiali costruiti apposta per offrire ai pipistrelli un riparo per il giorno e un luogo dove allevare i piccoli. Verranno posizionati in edifici pubblici, come nei cimiteri e anche a palazzo comunale. I pipistrelli, è bene ricordarlo, non fanno cadere i capelli, non succhiano il sangue e non rendono ciechi, sono animaletti utili e in caso se ne trovino di feriti è bene avvertire subito il centro fauna selvatica Il Pettirosso, chiamando anche semplicemente il 118. A Modena esistono 20 specie diverse di chirotteri, ma se ne contano sempre meno esemplari anche a causa dei prodotti di sintesi usati in agricoltura. Con i bat box, ha spiegato l’assessore comunale Simona Arletti, si tenta di raggiungere il duplice obiettivo di combattere la zanzara tigre e di preservare la biodiversità del territorio.

Fonte viaemilianet.it

30 marzo 2010

Fuksas insulta Bertolaso: rissa tra clienti al ristorante

Lancio di piatti e pugni nel locale di Roma. Interviene la polizia

L’architetto: ladro. Un costruttore lo difende

ROMA — Peggio di una missione. Peggio di un terremoto. Una cena finita con piatti lanciati da un tavolo all’altro, con i bambini in lacrime e la gente che urla. Centro di Roma, domenica sera. Guido Bertolaso da una parte, ad assistere sbigottito alla rissa tra un omone che lo accusava di essere «un ladro », Massimiliano Fuksas, archistar, grande progettista, e altri clienti che lo difendevano, incassando insulti, spintoni e schiaffoni. «Possibile che adesso non si è nemmeno liberi di commentare un fatto al proprio tavolo con degli amici?», sbotta seccata Doriana Mandrelli, moglie di Massimiliano, che era al tavolo con il marito e altre persone.
Quello che loro hanno riferito agli amici, vorrebbe ridimensionare l’accaduto, ma chi c’era racconta ben altro. Le nove di sera passate da poco. Nel ristorante che si affaccia sul vialone che parte da piazza Mazzini c’è il solito pienone della domenica sera: niente stelle Michelin, ma buona cucina di tradizione toscana, carne, paste, gente della Rai, attori, produttori, volti noti della politica e dello spettacolo. Fuksas è già seduto quando entra Guido Bertolaso con un piccolo gruppo di persone. Viene riconosciuto e in sala corre un mormorio. Rotto dalla voce possente di Fuksas, fisico imperioso, testa pelata, Mascella volitiva, che sovrasta decisamente il tintinnio di piatti e bicchieri: «Dove deve sedere quel ladro, pezzo di m….». Ed è l’inizio della fine. Il mormorio si alza di nuovo e di nuovo viene interrotto da un signore che si alza e lascia il tavolo con la moglie e due bambine. «Qui ci sono dei ragazzini, vogliamo moderare i termini. E quell’uomo non è un ladro. Non ti permettere di insultarlo». (continua…)

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