Società produttrice assorbenti interni costretta a soprassedere
Vietato pronunciare la parola vagina negli spot americani ma ben vengano i riferimenti espliciti al pene. Per anni, scrive l’edizione online del britannico “The Guardian”, le pubblicità per i tamponi femminili e altri “prodotti sanitari” sono state avvolte in nebulosi eufemismi. Cosa accade, si chiede, quando i produttori di assorbenti decidono di abbandonare questi timidi messaggi e di chiamare le cose con il proprio nome? La loro pubblicità negli Stati Uniti viene semplicemente messa al bando dai principali network televisivi per la presenza della parola “vagina”. E anche nel caso in cui la compagnia sostituisca la peccaminosa parola con l’espressione “down there” (là sotto), due di queste emittenti cassano ugualmente lo spot costringendo la società a gettare la spugna. E’ accaduto alla Kimberly-Clark, proprietaria del marchio Kotex, che ha chiamato in causa la ‘par condicio’ fra i sessi, accusando i network americani di usare due pesi e due misure perchè non esitano a mandare in onda gli spot in prime time di Viagra e Cialis in cui si menziona la “disfunzione erettile”
Fonte virgilio.it




aprile 1st, 2010
StranoMaVero
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