Filtrata e lasciata decantare. «Il gusto che hanno i cibi cotti in questo modo è assolutamente incredibile»
Imbottigliata in un’isola delle Ebridi, in Scozia: quasi 6 euro per 3 litri
MILANO – Cucinare con l’acqua di mare. Non è l’ennesima provocazione di uno chef innovativo alla Ferran Adrià, bensì l’idea del signor Andy Inglis, un 49enne ex funzionario delle Nazioni Unite, oggi impiegato part-time al dipartimento per lo Sviluppo internazionale, che, ispirato da una ricerca di scienze della figlia per la scuola, ha raccolto, filtrato e imbottigliato l’acqua dell’isola di Berneray, nelle Ebridi, e ora la vende a 4,95 sterline (quasi 6 euro) per un contenitore di 3 litri.
FILTRATA – Presentata al recente Taste of Edinburgh, Acquamara è il risultato di un procedimento semplice ma accurato: l’acqua viene, infatti, raccolta dal mare, passata attraverso un apposito filtro per rimuovere ogni traccia di sabbia o sporcizia e, quindi, raccolta nella cisterna di Dunbar, dove viene analizzata per assicurarsi che superi gli standard europei per l’acqua potabile e poi lasciata decantare in una botte tipo quella per il vino. Vero, qualcuno potrà anche storcere il naso all’idea di scucire soldi per usare un prodotto che si può trovare gratis e un po’ ovunque, ma Acquamara non è solo la prima «acqua di mare firmata» ma anche un modo per dare un impulso all’economia delle isole Ebridi. (continua…)
Singolare e disgustosa tecnica, quella utilizzata da alcuni ignoti rapinatori segnalati in questo servizio della tv canadese CTV. Seguono le vittime dopo il prelievo al bancomat, le schizzano con delle feci e mentre fingono di pulirle le ripuliscono dei soldi appena prelevati.