Strano Ma Vero

30 giugno 2010

Abusi sui suoi due figli: guai per Britney Spears

Filed under: Cronaca,Curiosità,Musica,Spettacolo — Tag:, , , , — StranoMaVero @ 17:00

Abusi sui suoi due bambini. E’ questa l’accusa che deve affrontare la cantante statunitense Britney Spears, stando a quanto afferma il tabloid britannico The Sun. Gli assistenti sociali interrogheranno la star di Baby One More Time, che secondo l’accusa ha picchiato uno dei figli con una cintura e avrebbe dato da mangiare ad entrambi cibo a cui erano allergici, per punirli. L’indagine è nata dalla denuncia dell’ex bodyguard di Britney, Fernando Flores, che ha raccontato di essere stato costretto a lasciare il lavoro a causa dei comportamenti della cantante, che girava nuda per casa e cercava spesso di provocarlo sessualmente. Britney, ovviamente, nega tutto, ma Flores, ai servizi sociali di Los Angeles, ha detto che la Spears non è in grado di accudire i suoi figli, e ora le autorità vogliono vederci chiaro. Già due anni fa Britney, a causa di un esaurimento nervoso, perse temporaneamente la custodia dei figli Sean Preston, 4 anni, e Jayden James, 3, che tornarono nella sua casa di Beverly Hills dopo la sua guarigione.

Fonte leggo.it

Venduta ciocca capelli Napoleone

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Pagata 13.000 dollari ad un’asta in Nuova Zelanda

WELLINGTON – Una ciocca di capelli di Napoleone e’ stata venduta per 13.000 dollari da una casa d’aste della Nuova Zelanda. L’ha acquistata un anonimo collezionista londinese. La ciocca, tagliata la mattina della morte nel 1821, faceva parte di un lotto di 40 oggetti legati a Napoleone, del valore complessivo di 100 mila dollari messi in vendita dai discendenti di Denzil Ibbetson, un ufficiale britannico di servizio, all’epoca, a Sant’Elena.

Fonte ansa.it

Londra: broker si sbronza e il prezzo del petrolio sale

Filed under: Cronaca,Curiosità — Tag:, , , , , , — StranoMaVero @ 16:00

Ubriacarsi, per i comuni mortali, può avere un prezzo: qualche sms fuori posto, qualche parola di troppo o qualche esternazione particolarmente enfatica. Ma nel magico mondo dei broker è tutto diverso, e in preda ai fumi dell’alcool si può anche arrivare a compromettere l’economia globale. Questo è il caso di Stephen Perkins, 34enne broker inglese della Pvm Oil Futures, che in una notte di follia etilica ha comprato senza permesso 7 milioni di barili di greggio per conto della sua ignara società. Risultato? Quasi 10 milioni di dollari di danno per la Pvm Oil Futures (società che in un anno di milioni ne fattura circa 12), licenziamento in tronco e – magia da economia globale – un rincaro del greggio di un dollaro e mezzo a barile sui mercati azionari.
L’episodio è avvenuto circa un anno fa, ma è stato divulgato solo oggi dalla stampa britannica. La puntuale ricostruzione del Telegraph online riporta come il 30 giugno 2009, alle 7:45 del mattino (ora britannica) Perkins sia stato raggiunto dalla telefonata di uno dei suoi dirigenti, il quale chiedeva conto per 520 milioni di dollari di greggio effettuato all’1:30 della notte precedente. Il broker avrebbe subito risposto di aver effettuato l’acquisto per conto di un cliente, di cui però non avrebbe lasciato nome né contatti. Tentativo alquanto goffo: il cliente in questione, ovviamente, era solo frutto della sua mente.
Le bugie, si sa, hanno le gambe corte e Perkins viene subito smascherato. Dopo il licenziamento in tronco da parte della Pvm Oil il tragicomico broker viene messo al bando dalla City, multato per 72mila sterline e indagato dalla Financial Services Authority, l’autorità britannica di vigilanza dei mercati finanziari, che ha reso noto solo stamane il surreale incidente. L’unica giustificazione – o meglio spiegazione – che Perkins è riuscito a dare alla sua condotta è una pesante sbronza da fine settimana. Ma in un periodo in cui è sempre più alta l’avversione alle speculazioni di banchieri, manager e uomini d’affari (le cui conseguenze ricadono sempre più spesso sulle casse statali) un’idiozia del genere rischia solo di far inferocire ulteriormente la già rabbiosa opinione pubblica.

Fonte newnotizie.it

Caccia al tesoro nei boschi tirolesi

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Non è un gioco, ma il denaro nascosto 8 anni fa da un consulente finanziario scappato con i risparmi dei clienti. Allo scopritore spettano 660 mila euro

Un bottino di cinque milioni di euro nascosto in un boschetto: in Austria è partita in questi giorni una frenetica caccia al tesoro. Otto anni fa un banchiere bavarese si è appropriato indebitamente dei risparmi dei clienti di un istituto di credito. L’uomo avrebbe sotterrato tutto il denaro in una boscaglia nei pressi di Kufstein, in Tirolo. La vicenda ha avuto una grande eco sulla stampa del Paese, tanto che numerose persone si sono già messe alla ricerca del malloppo: con pale e picconi i primi cacciatori di tesori stanno scandagliando metro per metro un’area di 15 ettari. Al fortunato (e onesto) scopritore spetta una ricompensa di 660 mila euro.
LA STORIA – La vicenda sembra uscita da un racconto giallo: tutto comincia nel 2002 quando un consulente finanziario della Baviera, identificato come Augustin G., viene arrestato e condannato a sei anni di carcere per aver saccheggiato i conti correnti di una banca tedesca, la DAB, impossessandosi di cinque milioni di euro. L’uomo avrebbe poi nascosto il maltolto sotterrandolo dentro alcune casse in acciaio nel sottobosco di Ebbs, al confine con la Germania. È quanto sostengono gli investigatori privati ingaggiati dalla banca truffata che dal giorno del rilascio, due anni fa, hanno pedinato ininterrottamente il 50enne.
ESTORSIONE MAFIOSA - Davanti ai giudici tedeschi il consulente finanziario di Rosenheim aveva sostenuto che l’intera somma gli era stata estorta dalla mafia italiana. La banca danneggiata – per la quale l’uomo lavorava -, tuttavia non ha mai dato credito a tale versione. Infatti, del bottino finora non c’è traccia. La banca gli ha dunque messo alle calcagna un team di detective. Che hanno seguito l’uomo fino in Tirolo, dove una notte d’aprile è stato sorpreso mentre si aggirava nei boschi con una torcia elettrica e una grossa borsa in mano, riferisce la Kronen Zeitung. Qualche giorno più tardi Augustin G. restituì 100 mila euro in banconote da 500 ad un creditore in Germania. Erano umide, ammuffite e odoravano di marcio. Per gli investigatori la prova che i soldi ancora esistono e si trovano lì, nel bosco di Ebbs.
CORSA ALL’ORO - Una vicenda misteriosa e affascinante che è finita sulle prime pagine della stampa tedesca. Perlomeno la gente del piccolo comune austriaco non si è ancora fatta contagiare dalla febbre da caccia al tesoro, spiega l’amministrazione locale. Che sottolinea: «Al momento dobbiamo soprattutto affrontare le numerose richieste di stazioni tv e reporter, soprattutto dalla Germania, che stanno arrivando nella zona». Intanto però la tranquilla cittadina si prepara all’assalto dei cacciatori di tesori: come riferisce il portale oe24.at alcuni albergatori stanno offrendo ai turisti speciali pacchetti «corsa all’oro», mentre i commercianti hanno già abbassato il prezzo dei badili.
Fonte corriere.it
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