Un marchio per i siti porno, via libera ai domini “.xxx”

A dieci anni dalla prima volta in cui fu proposto, l’Icann darà oggi il nulla osta alla commercializzazione del suffisso identificativo delle pagine per adulti. Un mercato potenziale da 370 milioni di indirizzi. Ma le aziende temono la ghettizzazione

DOPO dieci anni di proposte, rifiuti e ricorsi, il porno su internet sta per avere il suo marchio di fabbrica: l’Icann, l’ente internazionale che gestisce i domini internet, darà oggi il suo via libera alla creazione del suffisso “.xxx” per identificare i siti pornografici. Accanto ai tradizionali .it, .com o .net, dunque, gli editori di siti web e i loro utenti troveranno a breve un’altra estensione che caratterizzerà in maniera inequivocabile le pagine vietate ai minori.

Fino ad oggi, l’Icann si era sempre opposta alla creazione del dominio .xxx. Negli ultimi anni, le richieste in tal senso erano state ripetutamente rispedite al mittente. Ora, però, l’organismo che si occupa degli indirizzi web per conto del governo statunitense sembra aver cambiato idea. Se tutto andrà come previsto, ha annunciato John Jeffrey, componente del consiglio d’amministrazione dell’ente, il semaforo verde per il nuovo suffisso arriverà oggi. Subito dopo si avvierà il processo che, nell’arco di alcuni mesi, porterà alla commercializzazione dei primi indirizzi .xxx.

Quello della pornografia è un mercato particolarmente fiorente su internet. Secondo i dati diffusi da Internet Pornography Statistics, i navigatori spendono 3 mila dollari al secondo in contenuti per adulti. La parola “sex” è di gran lunga la più cliccata sui motori di ricerca, prendendosi da sola il 25 per cento di tutte le richieste. Si stima che i siti internet pornografici in tutto il mondo siano 370 milioni.

Fonte repubblica.it

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