La sesta Sezione penale ha sottolineato che “la condizione psicologica della moglie, per nulla intimorita dal comportamento del marito, era solo quella di una persona scossa, esasperata, molto carica emotivamente”. Amareggiata Mara Carfagna, ministro per la Pari opportunità: è un regalo ai violenti
La moglie ha un carattere forte e non si lascia intimorire da minacce e percosse?
Non sussiste il reato di maltrattamenti contestato al marito violento. Lo si evince da una sentenza con cui la Cassazione ha annullato senza rinvio “perchè il fatto non sussiste” la condanna a 8 mesi di reclusione (condizionalmente sospesa) inflitta ad un uomo dalla Corte d’appello di Milano per maltrattamenti in famiglia.
La Suprema Corte (sesta sezione penale, sentenza n.25138) ha ritenuto fondato il ricorso con cui l’imputato rilevava che gli stessi giudici del merito avessero sottolineato il “carattere forte” della moglie, per nulla “intimorita” dalla sua condotta. L’uomo, quindi, lamentava il fatto che la Corte d’appello avesse scambiato per “sopraffazione” un mero “clima di tensione tra coniugi”.
Gli ‘ermellini’, ricordando che “perchè sussista il reato di maltrattamenti in famiglia occorre che sia accertata una condotta (consistente in aggressioni fisiche o vessazioni o manifestazioni di disprezzo) abitualmente lesiva della integrità fisica e del patrimonio morale della persona offesa che, a causa di ciò, versa in una condizione di sofferenza”, hanno annullato la condanna dell’imputato osservando che “i fatti incriminati sono solo genericamente richiamati nella sentenza impugnata” e “appaiono risolversi in alcuni limitati episodi di ingiurie, minacce e percosse nell’arco di circa 3 anni”, che “non rendono di per sè integrato il connotato di abitualità della condotta di sopraffazione richiesta per l’integrazione della fattispecie in esame”; tanto più che, si legge nella sentenza, “la condizione psicologica” della donna
“per nulla intimorita dal comportamento del marito, era solo quella di una persona ‘scossa….esasperata…molto carica emotivamente”.
Dunque, conclude la Cassazione, “non risulta offerta dai giudici di merito alcuna indicazione che deponga per la sussistenza, in capo all’imputato, di una volontà
sopraffattrice idonea” per integrare il reato contestato.
Inoltre, la Suprema Corte fa notare che “i fatti incriminati sono solo genericamente richiamati nella sentenza impugnata e appaiono risolversi in alcuni limitati episodi di ingiurie, minacce e percosse nell’arco di circa 3 anni”. Comportamenti di maltrattamento sporadico per i quali, fa inoltre presente piazza Cavour, la moglie aveva anche rinunciato alla querela.
Carfagna: un regalo ai violenti
“In un momento in cui la violenza sulle donne affolla le cronache nere dei giornali, ricordandoci di come non si debba mai abbassare la guardia su uno dei crimini piu’ odiosi che, soprattutto tra le mura domestiche, conta fin troppe vittime, non posso che dirmi amareggiata di fronte a questo caso di vera e propria miopia da parte dei giudici della Cassazione”. Cosi’ il ministro per le Pari Opportunita’, Mara Carfagna, commenta la sentenza della Cassazione che ha assolto un marito, accusato dalla moglie di maltrattamenti, gia’ condannato ad otto mesi di reclusione, poiche’ la donna aveva un “temperamento forte” e, quindi, non soccombeva di fronte ai soprusi dell’uomo. “La violenza, la ‘volonta’ sopraffattrice’, come e’ stata definita dai giudici, non pesa piu’ o meno a seconda del carattere della vittima. Relativizzare la violenza, vuol dire armare il violento, permettergli di scegliere se colpire o meno, peggio ancora di essere giustificato, in base a come percepisce il suo bersaglio” , continua il ministro. “L’azione di Governo e’ stata chiara fin dall’insediamento: contrastare e reprimere ogni forma di violenza, inasprendo le pene e garantendo il principio che chi sbaglia paga, senza alcuno sconto. Chiediamo pero’, per tutte le donne e per il Paese, che chi lavora con la legge, la applichi”, conclude il ministro.
Fonte rainews24.it




luglio 3rd, 2010
StranoMaVero
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