Strano Ma Vero

30 settembre 2010

Usa – Esecuzioni rinviate: e’ finito il veleno

Esaurite le scorte di barbiturici: esecuzioni sospese. E nel Paese crescono i dubbi

L’esecuzione era stata annunciata per le 9 di sera di oggi ora californiana, le sei del mattino di venerdì in Italia, in una sala dell’infame carcere di San Quentin. A 30 anni da quando Albert Greenwood Brown ha stuprato e poi ucciso una ragazza di 15 anni, per Brown era arrivata l’ora dell’iniezione letale, la prima esecuzione in California negli ultimi cinque anni. E invece non accadrà. Il solito cavillo legale dell’ultimo momento? Un ripensamento morale del governatore Arnold Schwarzenegger? No, la ragione è che l’unica dose che c’era di Pentothal, un barbiturico concepito come anestetico e per indurre i pazienti in coma medico, è scaduta. E non è possibile ottenere nuovi dosaggi perché la Hospira, l’unica casa farmaceutica che produce il Pentothal, non ha più rifornimenti di sodio thiopental, uno dei suoi ingredienti attivi, e ha fatto sapere che non se ne riparla sino a marzo dell’anno prossimo. Anzi, pure quell’obiettivo potrebbe saltare.

Per Brown, e per gli altri 708 condannati a morte ospiti di varie prigioni californiane, significa che il momento della loro esecuzione si allontana. Ma il problema non tocca solo lo Stato governato da Schwarzenegger. In altri Stati d’America di qui alla fine dell’anno ci sono altri 17 condannati pronti all’esecuzione, ma anche loro verranno risparmiati per la mancanza di dosi valide di Pentothal. In Virginia, in particolare, l’ultima dose a disposizione è stata iniettata la settimana scorsa su Teresa Lewis, la prima donna uccisa negli Usa in cinque anni, e adesso non ce n’è più. In Kentucky hanno una sola dose con scadenza il primo ottobre, in Arizona anche e dunque un’esecuzione prevista per il 26 di quel mese verrà per forza rinviata. In Oklahoma c’è poi una situazione che se non ci fossero di mezzo vita e morte e vittime e violenza insensata potrebbe essere il soggetto di una commedia dark: ci sono due condannati pronti all’esecuzione, ma una sola dose e i rispettivi avvocati hanno inondato i tribunali di ingiunzioni per stabilire chi deve morire per primo, col risultato che per adesso sono entrambi ancora vivi. «Una macabra forma di roulette russa», sostiene Richard Dieter, direttore del Death Penalty Information Centre, con sede a Washington.

Dopo anni di dibattito e di battaglie politiche e legali sull’efficacia e sull’etica della condanna a morte, la controversa pratica è arrivata a uno stop totale non per sollevamento popolare o perché la Corte Suprema ha cambiato idea e l’ha dichiarata illegale ma per una questione all’apparenza banale: perché non c’e più un metodo approvato dalla legge per portare a termine le esecuzioni. La Hospira ha spiegato l’interruzione della produzione del suo farmaco letale col fatto che ha perso l’unico fornitore del suo ingrediente attivo, il sodio thiopental. E non può trovarne un altro? Non ce ne sono, dicono alla Hospira, sospettata dai difensori della pena capitale di avere volutamente messo dei paletti tra le ruote. La prova? Un comunicato in cui la casa farmaceutica ha dichiarato che produce il Pentothal perché «salva o migliora le vite» e che comunque «non è indicato per la punizione capitale».

Un’alternativa sarebbe fare ricorso alle riserve degli ospedali, ma qui la richiesta andrebbe a cozzare con il codice deontologico dei medici, che non possono mischiarsi con la condanna a morte. E poi il Pentotal è un po’ sorpassato, gli ospedali ora usano farmaci più moderni. E non potrebbero fare altrettanto i vari Stati per portare a termine le loro esecuzioni? Anche qui non è così facile, un nuovo metodo deve venire approvato dalle corti statali e da quelle federali e poi dalle rispettive legislature, e comunque dovrebbe venire sottoposto ai necessari test. E così la macchina della pena capitale si è fermata, in attesa del ritorno sul mercato del sodio thiopental previsto per marzo del 2011. O forse no.California, il giudice blocca il boia.

Un giudice federale della California ha bloccato l’esecuzione di Albert Greenwood Brown, un nero di 56 anni condannato per aver ucciso una ragazza nel 1982. Il giudice ha espresso dubbi sull’iniezione letale. Secondo il magistrato è impossibile stabilire entro domani, giorno previsto per l’esecuzione, se le nuove regole per le iniezioni letali, che non possono essere dolorose, rispettino la legge. Se Brown fosse ucciso sarebbe la 14ª vittima del boia dal 1977

Fonte lastampa.it

La Francia ‘avverte’ i pirati, Mail dissuasive a chi scarica

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Al via a Parigi le nuove norme: gli autori di download illegali riceveranno messaggi dalle autorità. Una seconda ammonizione sarà preludio a una multa o al taglio dell’adsl


PARIGI - La caccia ai pirati del web è ufficialmente partita in Francia. Da oggi, chi scarica illegalmente film e musica potrà infatti ricevere un messaggio (via e-mail, ovviamente) di avvertimento da parte dell’Hadopi, la nuova autorità per la diffusione di opere e la protezione dei diritti di internet. La Francia diventa così il primo paese a sperimentare le norme dissuasive, approvate qualche mese fa , tra molte proteste e qualche dubbio di incostituzionalità. Il ministro della Cultura, Frédéric Mitterrand, ha difeso la nuova autorità, annunciando che presto Svezia e Gran Bretagna adotterrano misure simili per proteggere online il copyright delle opere.

Nonostante la mobilitazione di intellettuali e artisti contrari alla legge, il governo francese ha scelto di andare avanti. L’Hadopi è stata incaricata di sorvegliare la rete e di scoprire autori di download illegali. La normativa prevede un intervento graduale, con tre ammonimenti prima di far scattare la denuncia giudiziaria. “Attenzione il vostro computer è stato utilizzato per commettere azioni, rilevate da processo verbale, che possono costituire un reato” è il  contenuto del primo messaggio di avvertimento, che da oggi sarà diffuso agli utenti incriminati. L’email di Hadopi potrà evidenziare la data e l’ora del download illecito, l’indirizzo Ip e il nome del provider, ma senza indicare i titoli delle opere scaricate. Prima di dovere pagare una multa o vedere tagliata la linea Adsl, l’internauta dovrà ricevere un secondo avvertimento, entro sei mesi, per aver scaricato nuovamente video e musica illecitamente. Infine, una nuova infrazione, entro dodici mesi, potrà dar inizio a un procedimento giudiziario.

Molti esperti dubitano che la sorveglianza sarà efficace. Hadopi si concentrerà sulle principali piattaforme di download, ma i pirati più esperti hanno già traslocato verso indirizzi meno facili da controllare. D’altra parte, restano perplessità legali sui futuri procedimenti giudiziari. “L’idea di punire una famiglia francese perché uno dei figli ha scaricato illegamento un file, mi sembra davvero un’aberrazione” ha commentato l’inventore del web, Tim Berners-Lee.

L’accesso alla rete è un diritto fondamentale, protetto da Bruxelles, sebbene qualche giorno fa il Parlamento europeo abbia aperto a sanzioni più dure per chi scarica illegalmente musica e film. Con una risoluzione approvata da 328 voti favorevoli e 245 contrari, l’assemblea di Strasburgo ha chiesto alla Commissione europea di tornare a legiferare sull’applicazione dei “diritti di proprietà intellettuale”, rivedendo in senso restrittivo la direttiva 48 del 2004 che esplicitamente escludeva l’azione penale contro i pirati informatici. La risoluzione approvata dal parlamento europeo è stata preparata da Marielle Gallo dell’Ump di Sarkozy. Non è un caso. La Francia vuole allargare l’offensiva lanciata in casa a tutta l’Europa.

Fonte repubblica.it

Russia, 18enne vende la verginità

Mercato inflazionato, crolla il prezzo

Ennesimo annuncio via internet la cui veridicità è tutta da verificare ma come altri simili ha fatto rapidamente il giro del mondo. Una 18enne russa ha messo in vendita la sua “prima volta”. E seguendo il classico motto del commercio “prima vedere cammello…”, la ragazza non ha avuto alcun pudore nel mettere alcune sue immagini succinte sul blog per dare modo agli acquirenti di valutare l’affare. la vera notizia è però il prezzo: “solo” 5mila dollari.

La prima volta che uscirono notizie di questo tipo le cifre che giravano erano a sei zeri. Ma ora, evidentemente, il mercato è inflazionato e le ragazze devono “accontentarsi” di introti ben minori. Nel 2009 l’americana Natalie Dylan ha strappato ben 3,7 milioni di dollari. Ben prima però, nel 2008, un’italiana cercò di cedere la prima notte di sesso a un milione di dollari ma l’offerta fu poi ritirata.

Se poi facciamo un piccolo salto indietro di pochi mesi, marzo 2010, scopriamo che una studentessa neozelandese ha ceduto la sua verginità solo per 32mila dollari con lo scopo di pagarsi gli studi. Ci sono poi i casi famosi (o famigerati), quelli che hanno scatenato le critiche. Pensiamo alla showgirl Raffaella Fico, ex partecipante del Grande Fratello, che annunciò (salvo poi ritirare l’offerta) di volersi vendere per un milione di euro. O alla “scrittrice” Silvia Valerio che si dichiarò disponibile a cedere il suo corpo per la prima volta al presidente iraniano Ahmadinejad. Insomma, cosa non si fa per un po’ di popolarità…

Fonte tgcom.it

Iran: ecco gli ”ekranoplani”, barche volanti

Filed under: Cronaca,Curiosità — Tag:, , , , , , — StranoMaVero @ 09:14

Consegnate in Iran le prime tre squadriglie di ekranoplani, o barche volanti. Si tratta di veicoli anfibi a metà tra un aereo e un motoscafo, in grado di volare a pelo d’acqua sfuggendo ai controlli radar

Equipaggeranno i guardiani della rivoluzione islamica, i pasdaran iraniani. “Volano a bassissima quota e ad alta velocità sfruttando l’effetto suolo – spiega il generale Ahmad Vahidi, ministro della Difesa iraniano – e possono essere usati per la sorveglianza grazie ai loro sistemi di visione diurna e notturna”. Questi veicoli, denominati Bavar-2, possono trasportare anche armi e rafforzano le capacità militari dei pasdaran iraniani nonostante le sanzioni internazionali.

Fonte repubblica.it

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