E’ stato il vero parroco, un giovane romeno, a smascherare “padre Tommaso”, finto prete di 84 anni che da venti trascorreva i mesi caldi nel paesino di Fane, a ridosso del Comune di Negrar, nel veronese: mille anime, nel cuore della Valpolicella
Venezia - E’ stato il vero parroco, un giovane romeno, a smascherare “padre Tommaso”, finto prete di 84 anni che da venti trascorreva i mesi caldi nel paesino di Fane, a ridosso del Comune di Negrar, nel veronese. In tutto mille anime, a 700 metri d’altezza, nel cuore della Valpolicella: la gente di Fane, tranquilla e timorata di dio, ha dato a piene mani asilo al presunto frate il quale, da parte sua, ricambiava sostituendo il parroco e celebrando messe, confessando, dispensando comunioni. Ora che è stato scoperto si é rifugiato a Perugia, dove risiede, e dove sembra essersi stupito dal polverone che il suo caso ha suscitato in Veneto. “Non è vero niente, ma se anche fosse… – ha detto a un cronista – sono handicappato, lasciatemi stare”.
“Meno male che non ha fatto matrimoni, perché avrebbe creato problemi non indifferenti – dice il sindaco di Negrar, Giorgio Dal Negro, presidente dell’Anci Veneto – i cittadini mi raccontano che lui si definiva un frate agostiniano, la verita é che non è ne un prete né un frate”.
Fane è uno dei comuni rurali che fa da cintura a Verona capoluogo, sorti dopo la signoria rurale. Terra fertile, di buon vino e buone forchette, dalle quali il finto prete prediligeva essere invitato a pranzo. Ma anche se nella zona in epoca preromana era insediato il popolo degli Arusnati, convinti politeisti, “la terra veneta, e da noi in Valpolicella ancora di più – dice il sindaco, per spiegare come ci sia cascato tutto il paese – è ancora molto legata alla Chiesa, è fortemente caratterizzata sotto il profilo religioso: tutti cattolici, o quasi, e tutti e spesso in chiesa”.
“Padre Tommaso” era accolto a braccia aperte da più di una famiglia. “Lodava la buona aria di collina della Valpolicella e si mostrava una persona frugale, viveva modestamente – continua – .Il nuovo parroco si è accorto del raggiro solo perché il cosiddetto frate Tommaso si è ammalato e lui ha fatto una ricerca per avvisare i superiori. Allora la Curia ha preso in mano la situazione ed ha emesso una lettera ai fedeli in cui rivelava la realtà: così il parroco, che si è trovato in mano la patata bollente, l’ha letta durante la messa”.
Accertamenti sono in corso ora da parte dei carabinieri. “Certo la gente è disorientata, ma a 84 anni – conclude Dal Negro – posto che viveva modestamente in una stanzetta, c’é chi dice neppure riscaldata e senza acqua calda, tutto sommato credo che lo perdonerà non solo Dio, ma anche la legge degli uomini”.
Fonte ilgiornale.it




novembre 7th, 2010
StranoMaVero
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