Mar Rosso, tedesca la vittima. La tragedia segue di poche ore la revoca del divieto di balneazione, conseguenza di due precedenti attacchi dei predatori a turisti russi
Una turista tedesca è stata uccisa da uno squalo nel golfo di Neema a Sharm El Sheik sul Mar Rosso. Ne dà notizia l’agenzia di stampa Mena. Si tratta del terzo attacco in pochi giorni, il primo mortale, che ha seguito di poche ore la “riapertura” del mare della stazione balneare del Mar Rosso dopo il divieto, conseguenza dei primi due episodi che avevano provocato amputazioni di braccia e gambe a tre turisti russi.
La donna tedesca uccisa ha 70 anni, stava nuotando nei pressi della spiaggia privata di un grande albergo. Lo squalo l’ha attaccata da destra e per lei non c’è stato nulla da fare, riferiscono fonti locali. Il suo corpo è stato ripescato dopo l’attacco, lo squalo le ha divorato la coscia sinistra e l’avambraccio destro, secondo quanto riferito da una fonte sanitaria locale. Immediatamente, le autorità locali hanno iniziato a richiamare a riva tutti i turisti e i villeggianti per fare in modo che nessuno rimanesse in acqua.
Sabato il ministero del Turismo Egiziano aveva deciso di riaprire le spiagge, dopo che Sharm-el Sheikh, meta prediletta anche degli italiani, era da alcuni giorni soggetta a divieto di balneazione in seguito a due diversi attacchi di squali, che avevano ferito seriamente tre turisti. La decisione era stata presa dopo che un team di subacquei della Camera degli Sport acquatici del Paese nordafricano ha monitorato e “testato” il mare antistante Sharm in sette diverse aree, concludendo che la balneazione e le attività di immersione erano tornate sicure, anche in seguito alla cattura dei due squali, un “pinna bianca” e un mako, ritenuti responsabili dell doppio attacco che, nei giorni scorsi, aveva avuto come vittime tre turisti russi, che avevano subito amputazioni di braccia e gambe, mentre un quarto bagnante, ucraino, aveva riportato ferite urtando contro i coralli in seguito all’aggressione.
La riapertura aveva avuto come effetto l’immediato ritorno in massa sulla spiaggia e in acqua degli ospiti presenti in massa nella località del Mar Rosso, che anche a dicembre offre clima invidiabile e temperature marine molto miti. Ma le polemiche non si erano placate. Una Ong locale, la Hurghada Environmental Protection and Conservation Association aveva diffuso una nota, nella quale sostiene che almeno lo squalo pinna bianca catturato non è quello responsabile dell’attacco. “Le foto dell’esemplare catturato e quelle scattate allo squalo aggressore mostrano che non si tratta dello stesso indivuduo”, si legge nel comunicato di Hurgada. Ora il nuovo attacco, con esito tragico, conferma drammaticamente i dubbi.
C’è totale sbigottimento, incomprensione assoluta sulle cause degli attacchi. Hesham Zazou, primo assistente del ministro del Turismo egiziano, ha riferito che nell’arco di 350 anni non si erano registrati che 9 attacchi di questo tipo. La causa – secondo le fonti ufficiali – va ricercata nella pesca selvaggia, che ha impoverito il mare costringendo i predatori a cambiare abitudini, spingendosi a riva. A dimostrazione del “disorientamento” dei predatori sembr i referti autoptici sugli squali uccisi, uno dei quali è sicuramente responsabile di uno dei primi due attacchi. Nello stomaco non sono state trovate tracce di parti umane, come ha spiegato Mohammed Salem, direttore del South Sinai Conservation. L’ipotesi è che gli squali abbiano comunque confuso gli uomini per le loro prede naturali, e si siano accorti in seguito dell’errore. Errori che hanno conseguenze tragiche, e gettano nello scompiglio un ambiente che di solito ha le connotazioni del paradiso.
Fonte repubblica.it




dicembre 5th, 2010
StranoMaVero
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