Strano Ma Vero

31 marzo 2011

Video – L’Eliseo ordina 10 ombrelli blindati per Sarkò e Carlà

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L’ombrello, concepito da una piccola azienda familiare della Normandia, costa tra i 7.000 e gli 11.000 euro a esemplare ed è in grado di proteggere la coppia presidenziale dal lancio di pietre, ma anche acido e bottiglie

Come James Bond anche il presidente francese, Nicolas Sarkozy, e la moglie Carla Bruni, saranno presto equipaggiati da un ombrello praticamente ‘blindato’ in grado di proteggere la coppia presidenziale dal lancio di pietre, ma anche acido e bottiglie.
Secondo la stampa francese, i servizi di sicurezza dell’Eliseo ne avrebbero gia’ ordinati dieci esemplari. Sperando non sia un pesce d’aprile.

L’ombrello, concepito da una piccola azienda familiare della Normandia, costa tra i 7.000 e gli 11.000 euro a esemplare.

Dietro all’aspetto assolutamente normale, si nasconde un vero e proprio gioiello tecnologico: tela in kevlar superresistente, bastone in carbonio di un metro, armatura rinforzata e impugnatura con anello d’argento.

ParaPactum, questo il suo nome, e’ composto da 176 pezzi, per un peso di 2,225 chilogrammi, contro i normali 500-600 grammi di un ombrello normale. ‘’E’ un vero scudo, che consente di nascondere alla vista la persona protetta, di proteggerlo dal lancio di oggetti contundenti e da eventuali aggressioni a distanza’’, riassume Jean-Pierre Yvon,responsabile della societa’ Mapache, specialista nella produzione di ombrelli di lusso,con il marchio ‘Le Veritable Cherbourg’, che produce ombrelli anche per Cartier.

I test effettuati davanti ai media dimostrano che l’ombrello destinato a Vip e potenti resiste al lancio di uno sgabello, che si e’ addirittura spaccato in due, mentre una bottiglia di champagne vuota e’ rimbalzata a debita distanza. Il Parapactum protegge anche dal lancio di punteruoli, coltelli, e potrebbe rivelarsi utile contro ‘’reali pallottole’’, dice ancora la societa’.

E’ servito un anno di ricerca a Jean-Pierre Yvon e al figlio Charles, 24 anni, ex-studente di fisica, per concepirlo, grazie all’ausilio di alcuni materiali usati in Formula 1 e nella ricerca spaziale. Alla concezione, hanno contribuito alcune aziende attive nella difesa aerospaziale e nel nucleare. Prima di essere ordinato dall’Eliseo,i servizi di elite della polizia francese (RAID) hanno sottoposto l’ombrello a rigidi test. ‘’Non potevamo ottenere migliore pubblicita’’, ha esultato Yvon, auspicando che dopo Sarkozy anche altri leader e star mondiali lo ordinino ‘’molto presto’’. L’ombrello, che non e’ disponibile nei negozi ma va ordinato, ha una gamma di una ventina di colori e per averlo e’ necessario attendere almeno un mese. Naturalmente, oltre che dalle aggressioni, il Parapactum, protegge anche dalla pioggia.

 

Fonte quotidiano.net

Foto – Usa, una coppia di studenti fa sesso sul tetto del college

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Questa foto arriva da un’università americana e mostra due studenti che fanno sesso sul tetto del loro college.

La foto ha fatto rapidamente il giro del web ed è costata la sospensione del ragazzo dalla Kappa Sigma, una confraternita di studenti presente in molte università degli Stati Uniti e del Canada.

I ragazzi della “Kappa Sigma” sono stati chiamati in causa negli ultimi mesi anche per alcune mail razziste e sessiste che definivano le donne come degli “oggetti” e degli “obbiettivi”.

Fonte blitzquotidiano.it

Nasce il cocktail “Yara&Sarah”

Filed under: Attualità,Cronaca,Curiosità — Tag:, , , , — StranoMaVero @ 09:09

Il barman si racconta: ho sempre preso i nomi dalla realtà

Yara e Sarah, due nomi, due tragedie, due storie che hanno tenuto l’Italia con il fiato sospeso e hanno poi lasciato tutti in un mare d’orrore. Ma “Yara&Sarah” da oggi è anche un cocktail. Qualcuno l’ha già ribattezzata “bevanda degli orrori”. È stata presentata in un albergo di Pompei lunedì scorso nell’ambito del 35° concorso regionale dell’Aibes, l’associazione italiana barmen e sostenitori.

Carmine De Rosa, questo il nome dell’inventore del cocktail, è un insegnante di materia pratica presso l’istituto alberghiero Virtuoso. De Rosa lavora nella succursale di via Mauri a Salerno. Il professore, come riportato dal quotidiano “Metropolis”, così ha risposto a chi contestava l’opportunità di questa sua iniziativa: “Chi come me ama il proprio lavoro – ha detto – sa che un cocktail è metafora di gioia, di vita, condivisione di sentimenti profondi. Così ho pensato a Yara Gambirasio e Sarah Scazzi, ai loro volti sorridenti nelle foto che quotidianamente vengono diffuse dalla tv nel raccontarci dei drammi che dovrebbero far riflettere l’intera società”.

Due tragedie diventano un cocktail da servire al bar. Un fatto che farà discutere e farà proseguire il dibattito sulla cronaca-spettacolo.

De Rosa amareggiato e sorpreso

“Il giornale l’ho buttato. Quel titolo sparato così, cocktail degli orrori, associato al mio nome. Non mi andava che mio figlio lo vedesse”. Non se l’aspettava tutto questo vespaio. È amareggiato e sinceramente sorpreso di tutte le polemiche il barman che ha inventato il cocktail “Yara&Sarah”. La fantasia nel battezzare le sue creazioni  questa volta è andata al di là delle intenzioni.

Carmine De Rosa non ci sta a passare per una persona desiderosa di approfittare di una tragedia per un po’ di notorietà. “Certamente non volevo e non voglio speculare su fatti terribili come quelli di Yara e Sarah. Sono una persona perbene, un lavoratore”.

E allora perché un nome così per il cocktail che ha creato?
“Ho sempre dato ai miei cocktail nomi presi dalla realtà. L’anno scorso ne ho dedicato uno alle vittime del terremoto di Haiti”.

Da quanto lavora dietro a un bancone?
“Da dieci anni. E insegno a scuola, in un istituto alberghiero, la materia pratica. Cioè la preparazione dei cocktail, del bar e della sala”.

Com’è fatto questo cocktail?
“Ripeto: non era assolutamente nelle mie intenzioni creare polemiche. Comunque è un composto di vodka francese, aperol, mandarinetto, lime, spremuta d’arancia, passoa”.

Come si è classificato al concorso dell’Aibes?
“Concorrevo nella categoria dei long drink. Sono arrivato nono su ventinove”.

Ha già parlato con i suoi studenti?
“No, non ho ancora avuto modo”.

Cosa dirà ai ragazzi?
“Mi conoscono, sono sicuro che non si faranno influenzare dalle polemiche. Comunque a scuola ho già ricevuto la solidarietà dei colleghi”.

 

Fonte tgcom.it

 

30 marzo 2011

Video – La bambina va pazza per il Rap

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