Carcerato si uccide “con il kit anti-suicidio”

Aveva 23 anni, era in carcere ad Havre e si è tolto la vita. Questo nonostante l’amministrazione carceraria stesse da tempo mettendo in pratica una rigida politica anti-suicidi, consistente nella sostituzione di tutto il materiale pericoloso con versioni innocue, ovvero di carta. Ma non è bastato: l’ingegno umano è andato oltre le barriere e il ragazzo è riuscito comunque a compiere l’estremo gesto.

IMPICCATO – Le agenzie di stampa francese ci raccontano come ha fatto. Il detenuto ha usato il suo pigiama di carta, arrotolato come un giornale, per appendersi alle pareti, secondo Jean Philippe Lemaitre, che afferma che il giovane aveva già provato a più riprese di suicidarsi. Si tratta secondo lui del secondo suicidio in quella struttura, inaugurata un anno fa, nell’aprile 2010. Una serie di misure destinate a lottare contro il suicidio in prigione erano state inaugurate nel 2009. Fra di esse la generalizzazione dei kit di protezione, destinati ai detenuti suscettibili di attentare alla propria vita, che contenevano appunto delle lenzuola ignifughe e dei pigiama di carta usa-e-getta per evitare le impiccagioni.

Insomma, la politica antisuicidi del carcere, evidentemente, non basta ancora ad evitare questi episodi. Ma c’è un altro lato della questione da esplorare: la mancanza di personale penitenziario e la scarso finanziamento delle strutture: con un migliore equipaggiamento, affermano i sindacati, alcune tragedie si potrebbero evitare.

“Con più personale, si potrebbe discutere con i detenuti, scovare le persone a rischio”, afferma il leader sindacale . “A volte, questo evita che si passi dalle parole ai fatti”.

 

Fonte giornalettismo.com

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