Studiate le reazioni di una donna colpita da deterioramento progressivo delle capacità cerebrali
MILANO - Il caso clinico senza precedenti, appena pubblicato sulla rivista scientifica internazionale «Cortex» dai neuro-psicologi Sara Mondini, dell’Università di Padova, e Carlo Semenza, dell’Università di Trieste, fornisce una prova biologica di quanto da tempo sociologi, psicologi sociali, politologi ed esperti di comunicazioni di massa avevano sospettato, cioè che il bombardamento ripetuto di certe immagini a mezzo stampa e televisione incide qualcosa di profondo e speciale nel nostro cervello.
Detto in modo molto succinto, il caso di V. Z., casalinga italiana di 66 anni, testata ripetutamente da Mondini e Semenza per anni, mostra che una lesione cerebrale specifica può gravemente compromettere la nostra capacità di riconoscere oggetti in genere e volti umani in genere, ma non la capacità di riconoscere Silvio Berlusconi. E’ come se il volto del premier fosse stato inciso nel cervello in un suo canale particolare, in un formato speciale, diverso da quello ordinario degli oggetti e da quello pure ordinario, ma separato, dei volti.
La tranquilla paziente V. Z., destinata adesso a diventare internazionalmente famosa, è affetta da un caso raro di deterioramento progressivo dell’area cerebrale chiamata, in gergo neurologico, lobo temporale mesiale, con conseguente atrofia di questa zona in ambedue i lati del cervello, ma più pronunciata nell’emisfero destro, quello soprattutto deputato all’elaborazione delle immagini. Parla normalmente e appropriatamente, ma ha difetti di memoria ed è incapace di riconoscere perfino il volto del marito e dei più stretti familiari.
Inoltre, portata in un supermercato con una lista di cose da acquistare scritta da lei stessa, legge correttamente, poniamo, le parole «cipolle» e «mele», ma non sa a cosa corrispondono sui banconi. La batteria di test psicologici somministrata a V. Z. da Mondini e Semenza è molto nutrita e i risultati sono minuziosamente riportati da loro nell’articolo su «Cortex».
La sua percezione dello spazio e delle distanze è sostanzialmente normale, ma le cose si mettono al peggio quando V. Z. deve decidere, in base a foto e disegni, quali animali sono reali e quali chimerici, e di quali animali si tratta. Distingue abbastanza correttamente foto di animali da foto di oggetti, ma poi tutto si ferma lì. Non riesce a dire niente di appropriato sui singoli esemplari mostrati. Mondini e Semenza le hanno anche mostrato molte foto e ritratti di persone famose (compreso un ritratto di Napoleone), chiedendo se sapeva chi erano. Niente. Una sola foto ha dato un netto risultato, quella, appunto, di Silvio Berlusconi. Le informazioni subito offerte da V. Z. in relazione alla foto erano corrette «Un uomo molto ricco, che possiede stazioni televisive e ha successo in politica».
Si noti che l’episodio avveniva nel 2001, in piena campagna elettorale. Però sei mesi dopo V. Z. ancora riconosceva Berlusconi, a dispetto di un ulteriore peggioramento del suo stato neurologico, e a dispetto della sua totale incapacità di riconoscere foto del marito, della figlia, dei vicini di casa e di una certa difficoltà perfino a identificarli di persona. Questo sbalorditivo dato era, occorre precisare, del tutto inaspettato. Mondini e Semenza, messi su una nuova pista, hanno, con grande pazienza, cercato di trovare altre immagini che potessero emergere, come il volto di Berlusconi, dal grigio magma di non-riconoscimento della povera paziente. E ne hanno infine trovata un’altra: la foto del Papa (Wojtyla). Un successo solo parziale, però, perché V. Z. non sapeva dare alcuna informazione, oltre al fatto che si trattava del Papa, né distingueva tra (l’allora) Papa e i Papi del passato. Inoltre, il riconoscimento non sussisteva più se si toglievano dalla foto i paramenti papali.
La sola altra vera, stabile, eccezione era l’immagine di Cristo in croce. Come interpretare, neurologicamente e psicologicamente, questo dato? Riesaminando i casi pubblicati e chiedendo personalmente ai colleghi italiani e stranieri, Mondini e Semenza hanno stabilito che altri casi simili, ma molto meno netti, e causati da lesioni cerebrali meno estese di quella di V. Z., erano stati osservati, ma mai pubblicati (in particolare un paziente inglese che riconosceva bene Margaret Thatcher, ma pochissimi altri personaggi famosi).
La loro conclusione è che esiste un canale di riconoscimento e di memorizzazione «iconico», distinto da quello per gli oggetti in genere e distinto da quello, notoriamente separato e specializzato, per i volti. Semenza mi dice che si tratta di «una corsia preferenziale». Informazioni visive collaterali vengono strettamente associate a un volto (i paramenti papali, la croce, la corona di spine) e questo compatto insieme di informazioni sopravvive al deterioramento degli altri due canali.
Resta piuttosto problematico capire quali tratti visivi speciali si accompagnino all’immagine di Berlusconi. Forse non si tratta di qualcosa di visivo, ma, per esempio, della voce. Questa è solo un’ipotesi, i dati non la confermano né la smentiscono. Semenza mi dice: «Il merito di questo caso è anche quello di avere posto all’attenzione dei clinici quanto possa essere importante studiare i casi gravi in cui pochissima informazione di un certo tipo è risparmiata.
Nonostante casi simili fossero segnalati in modo aneddotico, nessuno si era mai impegnato a studiarli con un minimo di metodo sperimentale». Nemmeno Orwell aveva sospettato che esistesse una corsia neuronale preferenziale per riconoscere subito «il Grande Fratello».
fonte: corriere.it
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Il primo telegiornale del terrore è stato diffuso oggi sul Web. Il tentativo di Al Qaeda di produrre un proprio notiziario settimanale si chiama "Sout Al Khalifa" (la voce del califfato).
Basta collegarsi a internet per scaricare il tg jihadista, sedici minuti con caratteristiche di un vero e proprio tg. Il "Global Islamic Media's special channel", così è stato definito il notiziario, potrebbe assomigliare a quelli di Al Jazeera. Non fosse che lo speaker ha il volto coperto ed accanto a sé ha un fucile ed una copia del Corano.
Prima di iniziare, il presentatore legge i titoli: "Gaza è stata liberata, grande vittoria. Dall'Iraq: Abu Musab Al Zarqawi proclama una guerra di vendetta dei sunniti". Infine, "l'uragano Katrina, inizio di un attacco divino". Partono immagini di repertorio di palestinesi che festeggiano, in sovraimpressione la scritta: "Gaza liberata".
Poi il tg diffonde il comunicato da parte di Al Qaeda in Iraq, nel quale si rivendicano gli attentati contro gli sciiti di Baghdad in nome della vendetta dei sunniti di Tel Afar. Viene poi letto un estratto dell'ultimo discorso di Abu Musab Al Zarqawi sugli scontri di Tel Afar e sulla guerra totale agli sciiti, mentre sul video appare una delle foto più recenti del luogotenente di Osama bin Laden in Iraq.
La terza notizia riguarda il gruppo terrorista "Esercito islamico in Iraq" (lo stesso che ha rivendicato l'uccisione di Enzo Baldoni), che, in un comunicato diffuso la scorsa settimana su Internet, ha annunciato di aver lanciato alcuni missili chimici su Baghdad. Anche in questo caso un video del gruppo viene utilizzato come supporto per la lettura della notizia.
Dopo la lettura di un comunicato delle "Brigate irachene 1920", una pausa pubblicitaria, perché anche Al Qaeda ha la sua pubblicità.
Il notiziario si interrompe infatti per qualche minuto e viene trasmesso uno spot che annuncia la prossima messa in rete di un filmato dal titolo "Total Jihad". Infine, il telegiornale del terrore si conclude con una particolare interpretazione dell'uragano Katrina, definito una "punizione divina sull'America", che secondo il presentatore avrebbe prodotto circa 900 vittime.
fonte: repubblica.it
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VENTIMIGLIA - Si era avventurato ieri sera nei boschi di Ventimiglia per una battuta di caccia con il figlio, e di lui si era persa ogni traccia.
L'uomo, un cacciatore di 63 anni, e' stato ritrovato un'ora fa in Francia. I due si erano divisi e avevano imboccato sentieri differenti. L'uomo e' stato rintracciato, grazie al cellulare che aveva con se', dopo aver trascorso la notte in un casolare abbandonato. (Agr)
fonte: corriere.it
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Nonostante il nome importante è finito ugualmente in cella. Si tratta del 21enne John Ellis Bush, nipote del presidente americano George W. Bush, arrestato ad Austin, nel Texas, per ubriachezza molesta e di resistenza a pubblico ufficiale. Il rampollo, figlio di Jeb Bush, è stato fermato in un locale della città ed ha resistito alle forze dell'ordine. Arrestato è stato rilasciato dopo aver pagato una cauzione.
Dopo aver tracannato diversi alcolici, il giovane John Ellis stava a quanto sembra dando fuori di matto. Un agente della commissione statale per il controllo sugli alcolici ha dapprima cercato di riportarlo alla calma; poi, vista l'nfruttuosita' del tentativo, gli si e' fatto incontro per ammanettarlo. Il 21enne ha reagito a spintoni, e ha continuato a divincolarsi mentre lo trascinavano verso il furgone cellulare.
Condotto davanti all'autorità giudiziaria, è stato rinvoiato a giudizio per direttisisma e rilasciato dietro cauzione di 2.500 dollari, che dovrà pagare interamente se non si presenterà a tempo debito ai giudici. "Si tratta di unan questione meramente personale", ha tagliato corto nel commentare la vicenda una portavoce del governatorato della Florida, Alia Faraj, "e la famiglia preferisce risolverla in privato". L'irrequieto giovanotto è infatti figlio minore di Jeb Bush, governatore dello Stato Usa e a sua volta fratello dell'attuale inquilino della Casa Bianca nonché ultimogenito dell'ex presidente Usa, George Senior.
Fonte: tgcom.it
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