Strano Ma Vero

4 aprile 2011

Germania – Figlia ha relazione con nonno di una sua amica, il padre lo sequestra e gli taglia i genitali

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Una relazione tra una studente e il nonno di una sua compagna di classe genera la vendetta del padre della ragazza

Processo incredibile a Bielefeld. Un padre di una ragazza di diciassette anni non tollerava la relazione della figlia con un uomo molto più grande di lei. Per vendetta l’uomo allora ha sequestrato l’amante della figlia insieme a due suoi complici, e dopo averlo spogliato e picchiato a lungo, ha finito la punizione togliendogli le cose più preziose per gli uomini, due testicoli. Una castrazione per aver osato toccare la sua bambina. Il padre ha detto che l’uomo la violentava, ma in realtà la relazione era consenziente, anche se certo controversa, quantomeno nella famiglia di lei.

CASTRAZIONE PUNITIVA - L’anno scorso una telefonata anonima ha informato un uomo di 47 anni che la propria figlia adoloscente intratteneva una relazione con una persona molto più anziana di lei, quasi sessant’anni. L’uomo era il nonno di una compagna di classe della ragazza. Il padre ha denunciato la relazione alla polizia, ma gli agenti lo hanno informato che se i rapportisessuali erano consenzienti come tutto lasciava intendere non ci sarebbe stato nulla di penalmente rilevante. Il padre della ragazza, in preda alla disperazione, ha meditato la vendetta. Prendendo droghe e alcol l’uomo insieme ai suoi complici ha preso il nonno sexy di sorpresa, picchiandolo ripetutamente. La punizione si è conclusa con l’evirazione dell’amante della figlia, che però non ha corso pericoli di morte dato che i sanitari sono stati informati subito del fatto, ovviamente in forma anonima.

PASSIONE TRAVOLGENTE - Al processo il focoso e anziano amante ha confessato che tra lei e la minorenne c’era un vero, grande amore, tanto che l’uomo ha abbandonato la propria moglie e i suoi cinque figlie per stare con la giovane. Un fatto che l’ha allontanato da tutti i suoi parenti. I rapporti sessuali avvenivano grazie all’assunzione di Viagra, e l’amante ha rimarcato come mai ha fatto violenza sulla giovane per fare l’amore con lei. La ragazza non vuole partecipare al processo perchè troppo scossa dalla vicenda, ma ha confermato l’assenza di ogni abuso sessuale nei suoi confronti, rimarcando però il suo attuale disagio psicologico. L’uomo che è stato castrato ha recuperato le sue funzioni sessuali grazie all’intervento ma vuole 150 mila euro di risarcimento danni per la violenza subita.

 

Fonte giornalettismo.com

9 marzo 2010

Sesso durante le ripetizioni a ragazzino di 13 anni, condannata educatrice

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La donna era stata arrestata nel luglio scorso

Quattro anni e quattro mesi di reclusione per la donna, 30 anni, arrestata nel luglio scorso

MILANO – È stata condannata a quattro anni e quattro mesi di reclusione l’educatrice di 30 anni arrestata nel luglio scorso per avere avuto rapporti sessuali con un ragazzino di 13 anni con problemi di adattamento, mentre lo seguiva per conto di una cooperativa, per ripetizioni scolastiche. La sentenza è stata emessa con rito abbreviato dal gup di Milano Franco Cantù Rajnoldi.

IL BLITZ – La donna, che lavorava per una cooperativa che gestisce servizi di assistenza per minori con disagio psichico per conto del Comune di Milano, era stata arrestata il 21 luglio scorso, perché le forze dell’ordine l’avevano trovata in atteggiamenti intimi con il ragazzino nella sua casa. Era stata la stessa madre del minore ad insospettirsi trovando alcuni sms sul telefonino del figlio che, inequivocabilmente, testimoniavano una relazione tra i due. Dopo la denuncia della madre era scattato il blitz dei carabinieri nell’appartamento della donna, accusata di atti sessuali con minorenne sotto i 14 anni (in questo caso, per il codice penale, il ragazzo non ha «l’età del consenso»; età che peraltro, nel caso di educatori, sale a 16 anni). Il giudice ha riconosciuto anche un risarcimento a titolo di provvisionale di 30 mila euro a favore del minore, mentre ha rigettato la citazione come responsabile civile del Comune di Milano e della cooperativa, richiesta dalla madre, in quanto secondo il giudice la citazione confliggerebbe con la celerità del rito abbreviato. La donna attualmente si trova agli arresti domiciliari e ha chiesto oggi al gup la revoca della misura. Il giudice si è riservato di decidere.

Fonte corriere.it

24 febbraio 2010

Macerata: il figlio si chiude nel bagno della scuola e lei picchia la vice preside

Una donna ha mandato una professoressa all’ospedale. Il fatto è avvenuto a Cingoli, in provincia di Macerata, dove la vice preside dell’istituto alberghiero è stata portata al pronto soccorso dopo essere stata aggredita dalla madre di un suo allievo.

Il fatto è avvenuto martedì mattina. Uno studente, pur di evitare una nota, si è rinchiuso in bagno senza volerne uscire. E’ dovuta intervenire la vice preside che, dopo numerosi tentativi, ha allertato i genitori del ragazzo ma anche i carabinieri.

Una volta arrivati a scuola, i genitori, vista la presenza delle forze dell’ordine, hanno iniziato ad attaccare verbalmente la vice preside. La professoressa, per tutta risposta, nel pomeriggio si è recata dai carabinieri per sporgere denuncia.

Appena uscita dalla caserma però è stata aggredita dalla madre dello studente, finendo al pronto soccorso. La donna, si è scagliata anche contro alcuni militari intervenuti. Fermata ed arrestata, su di lei ora pende l’accusa di lesioni personali gravi, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

Fonte gomarche.it

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