Strano Ma Vero

17 ottobre 2011

Ecco il video hard di Belen, il web impazzisce. Lei: No comment

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Documento postato su un blog è già stato rimosso. Corona: si è sentita stuprata nell’intimità

Belen Rodriguez non intende commentare il video hard circolato in queste ore sul web (soprattutto su Megavideo) , che la ritrae in atteggiamenti molto intimi e che non lasciano nulla all’immaginazione con l’ex fidanzato argentino, Tobias Blanco. L’ufficio stampa della soubrette argentina lascia filtrare un laconico “no comment”. Il link del video, che ha fatto impazzire la rete, era stato postato inizialmente su un blog.

La blogger rivela di essere entrata in possesso del filmato tramite una mail inviatale da un misterioso ‘contatto’. Una mail ricevuta ieri mattina, con il link del video, di cui pure si era parlato nei mesi scorsi per un tentativo di vendita del filmato.

Nel video, girato in bianco e nero in una camera da letto, compaiono, sdraiati sulle lenzuola e completamente nudi, Belen Rodriguez e l’argentino Tobias Blanco. Ventidue minuti di effusioni che hanno fatto letteralmente impazzire la rete.

Se dall’ufficio stampa di Belen non trapela alcun commento, a parlare è il compagno della showgirl Fabrizio Corona: “Belen si è sentita violentata – dice al blog “Io Spio” -. A quei tempi era minorenne, è gravissimo quello che è accaduto. Questa storia non finisce qui. Belen si è sentita stuprata nella sua intimità.

Quelle immagini sono di due ragazzi che fanno l’amore. Non è un video porno”.

 

Fonte tmnews.it

14 giugno 2011

In Tennessee vietate le foto hard su internet

Filed under: Cronaca,Curiosità,Internet,Sesso — Tag:, , , , — StranoMaVero @ 14:33

In Tennessee (Usa) non si potranno più diffondere contenuti “offensivi”. E dunque, di certo, nemmeno gli scatti porno.

Le notizie che arrivano dal Tennessee, stato americano del Midwest, sono tutt’altro che tiepide, e parlano apertamente dello scivolamento dello Stato dell’Unione verso una “dittatura fascista” e verso un “regime di polizia”. Perché? Perché il Tennessee sta per varare, e ha tutta l’intenzione di non desistere sul punto, una normativa che farà diventare reato penale la semplice diffusione su Internet di immagini “offensive”. In che senso offensive? In senso molto ampio: nel senso che “offendano qualcuno”. Ovvero, chiunque si sentirà offeso da una foto fatta girare su social network o affini avrà di che rivolgersi all’autorità giudiziaria.

STATO DI POLIZIA – Davvero un’impostazione curiosa -e, almeno in Italia, di certo incostituzionale: ma probabilmente anche la Corte Suprema degli Usa, applicando la splendida costituzione americana, avrà di che ridire – per una legge che sta già facendo discutere molti.

Lo stato del Tennessee sta guidando la carica per trasformare l’America in uno stato fascista di polizia. Stanno usando “la carica emotiva” come una scusa per deprivare i propri cittadini dei diritti che gli derivano dal Primo Emendamento.Una nuova legge del Tennessee renderà illegale “trasmettere o mostrare un’immagine” online che abbia la probabilità di “spaventare, intimidire o causare un disturbo emotivo” a qualcuno che la veda. Violando la legge, il Tennessee potrà sanzionarvi con almeno un anno di galera e fino a 2500 dollari di multa.

Il web è davvero molto critico con una proposta del genere, anche perché lo stato avrebbe più del 9% come indice di disoccupazione e l’accusa al legislatore, molto circostanziata, è quella di star trascurando i veri problemi dei suoi cittadini per occuparsi di normative restrittive e tendenzialmente incostituzionali.

PRIMO EMENDAMENTO – La legge arriva poi come rafforzamento di una normativa già presente ed altrettanto restrittiva, sempre approvata e firmata dallo stato americano.

L’embargo sulle immagini, firmato dal governatore Bill Haslam l’ultima settimana, arriva come rincaro ad una legge già esistente. In Tennessee è già illegale fare telefonate, mandare email o comunicare in altro modo in maniera aperta con chiunque in modo che “ragionevolmente” finirebbe per causare “disturbo emotivo” al ricevente. Se la comunicazione mancasse poi di un “motivo giustificato”, il mittente potrebbe affrontare la galera.

Così, dunque, i cittadini del Tennessee camminano verso una restrizione del proprio diritto alla libera espressione: il giudice federale, come abbiamo notato, lo lascerà in piedi? Davvero improbabile. Il primo emendamento alla Costituzione americana, d’altronde, parla chiaro.

Il Congresso non promulgherà leggi che favoriscano qualsiasi religione, o che ne proibiscano la libera professione, o che limitino la libertà di parola, o di stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea, e di fare petizioni al governo per riparazione di torti

Tale diritto è garantito a tutti i cittadini americani, e il legislatore del Tennessee lo mette in compressione. Incostituzionale.

 

Fonte giornalettismo.com

 

14 aprile 2011

Porno in biblioteca sì o no?

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Sarà cosa lecita consultare materiale hard in un luogo culturale oppure no? La questione, almeno negi States, è aperta.

Il comitato del Los Angeles City Council deve decider se dare l’autorizzazione a consultare materiale pornografico nella biblioteca pubblica. Un uomo è stato visto consultare materiale pornografico su un computer nella biblioteca di Chinatown. Il fatto ha portato a un incontro pubblico su cosa i bibliotecari e i pubblici ufficiali possano o non possano fare per porre limiti alla pornografia nelle strutture pubbliche. “La comunità è molto seccata. Non è il genere di cose che succede nella biblioteca di Chinatown” ha dichiarato il direttore della biblioteca, Cheryl Collins.

POSIZIONE DISCRETA – E perché non dovrebbe succedere? Nel distaccamento di Chinatown i computer sono stati messi in una posizione in cui possono essere consultati in modo discreto, senza risultare visibili ad altri utenti. Una cosa analoga è stata fatta negli altri 71 distaccamenti della biblioteca centrale di Los Angeles.

LIVELLO ADEGUATO DI PRIVACY – “Se possiamo mantenere un livello adeguato di privacy senza compromettere la sicurezza, penso che non si violi il Primo Emendamento” ha dichiarato il consigliere Ed Reyes, membro della commissione cultura. “nello stesso tempo, dobbiamo essere consci che a volte, nelle nostre biblioteche, non si riesce ad avere un controllo dei comportamenti di certe persone.” Il bibliotecario Martin Gomez ha dichiarato che le segnalazioni di persone che utilizzano i mezzi messi a disposizione della biblioteca per visionare materiale pornografico sono due o tre l’anno. In ogni caso chi si approccia a questo genere di materiale non può visionare materiale pedopornografico, che è illegale, né stare vicino ad altri utenti.

 

Fonte giornalettismo.com

 

12 aprile 2011

Il deputato islamico guarda film porno in Aula. E si dimette

Filed under: Attualità,Cronaca,Curiosità,Politica,Sesso — Tag:, , — StranoMaVero @ 09:11
Accade, ovviamente, in Indonesia: l’onorevole apparteneva a un partito religioso tradizionalista
Pubblico mea culpa in Indonesia di un deputato di un partito religioso islamicotradizionalista, che si e’ dimesso dopo essere stato sorpreso a guardare foto porno sul suo ebook durante una seduta del parlamento.
LA FOTO – ‘Con piena cognizione di causa e senza essere stato spinto da alcuno, per il bene e l’onore del mio partito, presente le mie immediate dimissioni’, ha dichiarato il deputato Arifinto, dell’islamico Partito per la Giustizia e la Prosperita’ (Pks), in una conferenza stampa trasmessa per televisione. ‘Cerchero’ di migliorarmi recitando il Corano, domandero’ consigli al clero, daro’ elemosina ai poveri e faro’ la carita’ per raggiungere la gloria quaggiu’ e nell’aldila”, ha aggiunto.
La foto di Arifinto, preso dall’alto, mentre sta guardando in aula sul suo tablet nascosto sotto al banco la foto pornografica e’ stata pubblicata su un giornale locale, suscitando in Indonesia un’ondata di commenti indignati su Twitter durante il fine settimana. La foto “incriminata” si può vedere sul Jakarta Post.
Fonte giornalettismo.com
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