“Non sono più bulimica”: per Dimostrarlo Ingoia un Coltello

Ha infilato in gola un coltello per dimostrare alla sorella di non avere più conati di vomito. Una donna trentenne americana, che aveva molto sofferto a causa della bulimia, ha scelto il modo peggiore per dimostrare di essere guarita, rischiando la vita. Perché mentre si cimentava nella folle impresa ha riso, ingoiando involontariamente il coltello che le si è piantato nella parte inferiore dell’esofago (esofago distale), causandole un forte dolore all’addome ed emorragia, come hanno raccontato sul New England Journal of Medicine i medici che l’hanno curata: Alda Venado e Sarah Prebil dell’Emory School of Medicine dell’Università di Atlanta.

LAPAROTOMIA – La donna è corsa al pronto soccorso dove i medici, dopo aver visto il “corpo estraneo” nelle radiografie hanno fatto una esofagogastroduodenoscopia d’urgenza con laparotomia per toglierlo. Il risultato è stato migliore del previsto: il coltello non aveva danneggiato lo stomaco o altri organi interni e la donna dopo l’intervento ha potuto riprendere a mangiare regolarmente. Non prima però di essere sottoposta a un controllo nel reparto psichiatrico. Anche perché il marito della 30enne ha rivelato che quattro anni prima la donna aveva ingoiato un altro coltello, poi rimosso chirurgicamente con laparotomia.

Voleva Fare uno Scherzo alla Sorella ma Resta Impiccato: Lei lo Salva

A salvargli la vita è stata la sorella di 12 anni. Lo ha visto ansimare, gli occhi terrorizzati e persi nel vuoto, il volto cianotico e ha capito che stavolta non era il solito scherzo macabro del «terribile» fratello maggiore. Lui, 15 anni appena compiuti, aveva una cintola al collo legata alla finestra. Voleva fingere unâ??impiccagione per spaventare la sorella e fare due risate, ma il gioco è finito male. Probabilmente il ragazzo ha perso lâ??equilibrio è scivolato o forse un colpo di vento ha mosso la finestra stringendo la cintola al collo del giovane: è così iniziato un lento e terribile soffocamento.

Ma lei, per fortuna, ha capito quasi subito che stavolta non era un gioco. Ha sollevato il fratello, gli ha tolto la cintura dal collo e poi ha chiamato i soccorsi che lo hanno trasportato allâ??ospedale di Careggi dove è ricoverato in prognosi riservata. Ã? accaduto in un appartamento di Peretola, periferia orientale di Firenze. I due ragazzini erano soli in casa e i carabinieri hanno disposto una segnalazione al Tribunale dei minori. «Mio fratello lo aveva già fatto altre volte â?? ha raccontato la ragazzina ai carabinieri in lacrime â?? era un gioco». I medici dellâ??ospedale di Careggi sono cautamente ottimisti sullâ??evoluzione delle condizioni del giovane. Per fortuna lâ??intervento della sorella è stato rapido e ha evitato guai irreversibili: le prossime 12 ore saranno decisive per sciogliere la prognosi».

Tenta di Uccidere la Rivale Travestita da Eva Kant

Forse ha letto troppi fumetti di Diabolik. Sta di fatto che, per eliminare la rivale in amore, le è sembrata una buona idea quella di indossare una tutina nera aderente e di introdursi in casa dalla finestra, «armata» di una siringa piena di un potente anestetico. La novella Eva Kant è una bionda 52enne di origini cilene, residente a Aicurzio, in provincia di Monza e Brianza. E per fortuna della storia si può parlare con leggerezza, perché il tentativo di omicidio è fallito, grazie alla reazione della vittima predestinata.

RESPINTA - La 52enne, Miranda Janette Gonzales, aveva avviato qualche tempo fa una breve relazione con un vicino di casa, sposato, con due figlie trentenni. Poi lui l’aveva scaricata, ma lei non riusciva a rassegnarsi. Ricordando i passati studi alla facoltà di Medicina, ha pensato così di eliminare la sua rivale, Michela V., la moglie 62enne del suo amante. Ha studiato le sue abitudini, attraverso il giardinetto che divide le villette a schiera in via Alfareda, a Aicurzio. E ha notato che la signora, per il caldo, si metteva a dormire sul divano del salotto, davanti alla portafinestra aperta. Così ha progettato l’omicidio.

LA MEDAGLIETTA – All’alba di sabato mattina, intorno alle 6.45, indossati fuseaux neri e una maglia nera aderente e copertosi il volto con un passamontagna, ha scavalcato la siepe tra i due giardini si è introdotta in casa dei vicini dalla portafinestra, brandendo la siringa, e ha tentato di conficcarla nel torace della 62enne. L’ago, però, si è spezzato conto la medaglietta che la signora portava al collo. La 62enne si è svegliata e ha cominciato a dibattersi, mentre la Gonzales cercava di soffocarla con un cuscino. Nel frattempo è accorsa la figlia Nadia, di 32 anni, svegliata dalle urla della madre.

L’ARRESTO - La Gonzales allora è fuggita, sempre dalla finestra. Ma una vicina l’ha vista e ha chiamato i carabinieri, segnalando che dal passamontagna spuntava una ciocca di capelli biondi. Dopo pochi minuti, i militari hanno fatto irruzione in casa della 52enne dove, ben piegata, hanno trovato la «tenuta» nera da scassinatrice accanto alla confezione di siringhe. E per «Eva Kant» sono scattate le manette, con l’accusa di tentato omicidio. La vittima, che è rimasta ferita in modo non grave, è stata ricoverata all’ospedale di Monza e poi dimessa. E lui, il marito ed ex amante, l’uomo conteso della situazione? Al momento del fatto non era in casa, e ora è sparito nel nulla. Come Diabolik.

corriere.it

 

Entra con l’Auto in un Megastore: Ricoverato in Reparto Psichiatrico

All’inizio sembra incredibile. Talmente irreale da sembrare uno spot, il trailer di un film sulla violenza urbana. Il fatto avviene a Quartucciu, in provincia di Cagliari, al centro Commerciale Le Vele. Un gruppo di addetti alla vigilanza accerchia un’auto entrata come se niente fosse nel centro commerciale. Un signore tranquillo esce da un negozio di telefonia. Ed entra nell’auto. Probabilmente la sua. A quel punto scatta la «follia» dei vigilantes che prima accerchiano l’auto con due panche in legno. E poi cominciano a battere sull’auto con una violenza inaudita. Urla il proprietario dell’auto. Urlano i vigilantes che picchiano sul parabrezza con un estintore. Che, ovviamente, rompe il vetro. Fine della scena. Con il signore tranquillo prima a terra. E poi su una panchina che, buono, buono, aspetta. La polizia è arrivata poco dopo con una volante, su cui ha fatto salire il proprietario dell’auto. Per accompagnarlo al reparto di psichiatria dellâ??ospedale di Is Mirrionis. Lâ??auto è stata sequestrata.

«I fatti non sono quelli che sembrano», dice Marcello Manca direttore delle Vele. «Quel signore sembrava tranquillo ma giovedì scorso aveva ripetuto la stessa scena: lo avevano trovato all’interno dell’aerea portuale di Elas. Sempre con l’auto». L’autista è un trentenne dipendente tecnico di una azienda sanitaria del cagliaritano. «La vigilanza aveva cercato di tenerlo sotto controllo», racconta ancora Manca. Usando una violenza esagerata? Non bastava chiamare il caro attrezzi? «Aveva l’aria normale, non era agitato ma si capiva che qualcosa non andava. I vigilantes, prima della scena poi ripresa nel video, avevano cercato di mediare, di farlo ragionare. Ma lui era riuscito e eluderli e ficcarsi nella sua auto». Appunto sembra un signore tranquillo nella sua auto. «Ha avviato il motore e chiuso le sicure. Non eravamo in grado di prevedere cosa avrebbe fatto. Temendo il peggio e che partisse in velocità nel centro, abbiamo preferito le maniere brusche. Ma tutto si è concluso non appena s’è rotto il vetro e abbiamo tolto le chiavi dal cruscotto. Questo era l’obiettivo».

Fonte: corriere.it

Indossavano Intimo da Donna per Rubare: Arrestati Tre Romeni

Chi lo avrebbe mai detto che l’intimo femminile potesse servire per rubare nei supermercati? Eppure tre energumeni romeni pregiudicati sono stati scoperti dai carabinieri a Castelsangiovanni mentre si aggiravano tra gli scaffali del supermercato Coop indossando sotto ai loro vestiti dei body di pizzo da donna. Ma non si tratta di persone “transgender”, ma semplicemente di un trucco che serviva per intascare la merce dagli scaffali: avevano infatti praticato un buco davanti al body dentro il quale facevano passare confezioni di alimentari, alcolici e cosmetici per poi oltrepassare le casse senza pagare. Purtroppo per loro sono stati scoperti e arrestati. A breve verranno processati per direttissima.

Tutto è accaduto nella tarda mattinata del 14 giugno al centro commerciale Castello a Castelsangiovanni. Tre romeni di 21, 22 e 23 anni sono stati notati mentre si aggiravano con fare sospetto tra gli scaffali. Il personale del supermercato ha chiamato il 112 e sul posto sono arrivati i carabinieri della stazione locale che hanno bloccato i tre stranieri.

Durante la perquisizione ci si è quindi accorti dei body da donna che indossavano sotto i loro indumenti, nonostante si fossero già disfatti della refurtiva gettandola in giro per il supermercato, perché avevano intuito di essere stati scoperti. Sulla loro auto posteggiata all’esterno i militari comandati dal maresciallo Domenico Colantoni hanno però trovato altra refurtiva per un valore di oltre 600 euro che probabilmente avevano appena racimolato, con la stessa tecnica, in qualche altro supermercato della zona. Non solo, ma i tre avevano anche un borsello con una schermatura interna in grado di neutralizzare i sistemi antitaccheggio.Inevitabile l’arresto per furto aggravato e ricettazione.

Fonte:  ilpiacenza.it

 

Euro 2012: Il Panda Tailandese Lin Ping dello Zoo di Chiang Mai Prevede la Vittoria Spagnola

Una coppia di panda, madre e figlia, della Thailandia, ha indicato la vittoria della Spagna sull’Italia nella finale del torneo di calcio di Euro 2012. Lin Ping sabato ha scelto di giocare con la bandiera spagnola attaccata ad un pallone, mentre era arroccato su un ponte di tronchi nella sua gabbia dello zoo di Chiang Mai, 600 chilometri a nord di Bangkok, come ha riferito la stampa locale. Anche sua madre, Lin Hui, ha optato per la bandiera spagnola.

Fonte: yahoo.com

Voleva Vedere Tutte le Partite degli Europei: Cinese Morto dopo 11 Notti Insonni

Non voleva perdersi nemmeno un secondo di Euro 2012. Si è messo davanti alla tv per seguire ogni partita, ogni azione e tutti i gol in diretta. Alla fine, dopo 1.890 minuti di calcio, è crollato. Come riportano i media inglesi e quelli asiatici, il 26enne Jiang Xiaoshan è morto per un cocktail micidiale di fumo, alcol e una passione smisurata per il calcio.

IL FUSO ORARIO – «Overdose di calcio», anche così potrebbe essere descritta la causa di morte di un giovane cinese di Changsha, nella provincia dellâ??Hunan. Il pallone è stato infatti il suo amore più grande, ma anche la sua condanna. Per seguire in tv tutte le sfide del Campionato europeo in Ucraina e Polonia, il giovane è rimasto sveglio per 11 notti di seguito. Già, perché a causa del fuso orario le partite in Cina vanno in onda tra la tarda notte e l’alba. Di giorno, il ragazzo andava regolarmente al lavoro, di notte si dava appuntamento con gli amici per seguire i suoi idoli del calcio – soprattutto quelli del team inglese e della squadra francese – e poi festeggiare con alcol e sigarette. Tuttavia, alla fine il suo fisico non ha retto. Lo sfortunato tifoso è morto martedì per uno scompenso cardiaco. I medici di Changsha hanno spiegato che la perdurante assenza di sonno, il costante consumo di alcool e il fumo hanno contribuito ad indebolire drasticamente il sistema immunitario del ragazzo.

PRECEDENTI – Fatale per Jiang sarebbe stata la sfida Italia-Irlanda, riferisce il portale cinese di news Sina.com. Dopo lâ??incontro, verso le cinque di mattina, è tornato a casa per riposare, si è fatto ancora una doccia, si è messo a letto, ma non si è più svegliato. Increduli i parenti e gli amici, anche perchè Jiang viene descritto come un «ragazzo sano» con una vita «abbastanza regolare». Purtroppo, quello di Jiang non è un caso isolato: già nel corso dei Mondiali di due anni fa in Sud Africa e di quelli di Germania 2006 furono numerosi i tifosi cinesi e asiatici colpiti da malori perchè seguivano in diretta le partite della competizione passando lunghe notti insonni. Jiang Xiaoshan ha seguito un totale di 21 partite di Euro 2012, ovverosia 1890 minuti di calcio e 51 gol.

corriere.it

Pensionato litiga col vicino: gli entra in casa con la ruspa

Ha distrutto i muri perimetrali di due villette e danneggiato gazebo e tre auto con una ruspa dopo una lite con i vicini. Momenti di follia nel primo pomeriggio, a Roma, nel quartiere periferico di San Basilio, dove un uomo di 78 anni, con alcuni precedenti, è stato poi arrestato dalla polizia.

Intorno alle 16, in via Galatea, l’uomo si è messo al volante della sua ruspa dopo aver minacciato i suoi vicini, secondo quanto riferito da testimoni, con un machete a causa di un contenzioso che riguardava un passaggio tra le due proprietà. In alcuni minuti di follia il settantottenne ha prima sfondato i muri perimetrali delle due ville adiacenti all’interno del comprensorio dove abita, poi ha distrutto un gazebo e, sempre con la ruspa, ha infierito su tre loro auto.

All’arrivo della polizia l’uomo si è anche scagliato contro l’auto degli agenti, che sono riusciti a salire sulla ruspa e a bloccarlo ferendosi lievemente. Il pensionato è stato fermato e portato in commissariato a San Basilio dove è stato arrestato per il reato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni oltre che danneggiamento.

L’anziano con qualche piccolo precedente, in passato era stato anche destinatario di un
provvedimento per detenzione di armi. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, all’origine della spropositata reazione dell’uomo ci sarebbero delle questioni relative ad una servitù di passaggio di un vialetto. Dissapori formalizzati in reciproche comunicazioni legali che non sarebbero andate giù al pensionato.

repubblica.it

 

 

Ritrova il figlio su Facebook e lo seduce

Non lo vedeva da 15 anni e dopo averlo ritrovato su Facebook ha iniziato una relazione incestuosa con lui. Mistie Rebecca Atkinson, mamma trentaduenne americana, è stata condannata dall’Alta Corte della Contea di Napa, California, a quattro anni e otto mesi di carcere per aver avuto una relazione sessuale con il figlio sedicenne. I due avrebbero girato anche filmati hot che sono stati ritrovati dagli inquirenti sul telefonino del minorenne. La donna, durante il dibattimento, ha contestato l’accusa dâ??incesto, spiegando di essere vittima di «attrazione genetica», fenomeno psicologico che porta i consanguinei che non si vedono da molto tempo a provare attrazione sessuale quando si ritrovano da adulti.

Il sedicenne ha sempre vissuto con il padre e sapeva che la Atkinson fosse sua madre. Quest’ultima alla fine dell’anno scorso ha deciso di contattare il figlio sul social network e da lì ha iniziato a inviargli messaggi «inappropriati» e foto che la ritraevano in pose sensuali. Poi è nata la relazione incestuosa che è stata scoperta dai parenti del minorenne che hanno letto alcuni messaggi su Facebook e l’hanno denunciata alla polizia. Gli agenti lo scorso 2 marzo hanno beccato i due in una camera di un motel e hanno immediatamente arrestato la donna. Con una lettera inviata all’Alta Corte la Atkinson ha rigettato le accuse e si è difesa: «Non credo che dovrei essere accusata di incesto perché câ??è qualcosa chiamata attrazione genetica che è un fenomeno molto potente e accade al 50% delle persone imparentate che si ricongiungono dopo un lungo periodo di lontananza», ha scritto la donna che potrebbe uscire di prigione già fra due anni e quattro mesi per buona condotta.

corriere.it

 

A Bordo Erano tutti Ubriachi: Scompare Aereo Russo

Le autorità russe stanno perlustrando senza sosta una vasta zona degli Urali, dopo che un biplano è scomparso da un aeroporto, a quanto pare rubato dal pilota e dai suoi compagni di bevute per un viaggio improvvisato. Sul velivolo potrebbero essere salite sino a 12 persone, tra queste il capitano Khatib Kashatov e una guardia dell’aeroporto. «Secondo nostre informazioni – ha riferito il capo della polizia di Yekaterinburg, – tutti quelli che c’erano sul volo erano ubriachi». A terra sono state trovate bottiglie di superalcolici completamente vuote.

L’aereo, sul quale si trovavano anche ragazze tra venti e trent’anni, è decollato senza autorizzazioni da parte della torre di controllo. L’Antonov-2 biplano russo, destinato al monitoraggio degli incendi, sarebbe partito da una pista di atterraggio vicino alla città di Serov nella regione di Sverdlovsk, Urali. La sera della baldoria con viaggio nel buio, tre auto sono state lasciate al campo d’aviazione, secondo gli investigatori.

corriere.it